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Lunedì, 20 Maggio 2024
Il plauso / Santo Stefano in Aspromonte

Nuova caserma a Santo Stefano in Aspromonte, Cannizzaro: "Atto non soltanto simbolico"

La stazione dell'Arma è stata realizzata all'interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata

“Da Santo Stefano in Aspromonte è stato lanciato un messaggio a carattere nazionale di presenza tangibile dello Stato, per comunicare a tutti che la Calabria è questa, vale a dire la maggioranza assoluta dei calabresi schierata al fianco delle forze dell’ordine e quindi dal lato della legalità. Un messaggio chiaro e forte da parte dello Stato ma anche da parte della stessa comunità stefanita e della Vallata, che ha risposto presente, in maniera festante.

Dobbiamo contribuire tutti a sfatare quei luoghi comuni, consolidati soprattutto nel Nord del nostro Paese e in Europa, che spesso portano ad abbinare immediatamente la Calabria alla ‘ndrangheta, l’Aspromonte al crimine. Non è così, non è più così da tempo, per fortuna.

E l’inaugurazione della nuova stazione assume un significato non soltanto simbolico, in quanto eretta al posto di un immobile appartenuto a esponenti mafiosi, ma anche concreto, perché si tratta di un importante presidio di prevenzione, di sicurezza e di legalità per tutta la cittadinanza”.

Lo ha detto Francesco Cannizzaro, deputato della Repubblica italiana di questo territorio, partecipando alla cerimonia di inaugurazione della nuova stazione dei carabinieri a Santo Stefano in Aspromonte, utilizzando un immobile confiscato, totalmente riqualificato dall’Arma stessa.

“Questo è un atto che porta la firma dell’Arma dei carabinieri, del ministero di riferimento, della classe dirigente e politica calabrese, dello Stato in tutte le sue forme. La squadra Stato. Perché le Istituzioni tutte, forze dell’ordine e magistratura in primis, sono impegnate tutti i giorni in un costante e spesso silenzioso lavoro a difesa della giustizia, della sicurezza, ponendosi come punto di riferimento dei cittadini.

La nuova Stazione militare rappresenta proprio questo concetto. E la presenza del ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del comandante generale dell’Arma Teo Luzi, della magistratura, di tutte le massime autorità civili e militari della Calabria, ma soprattutto la presenza massiccia dei cittadini del posto, ha reso indimenticabile una giornata che già era destinata a segnare la storia.”

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