Sabato, 20 Luglio 2024
L'evento

Il tempio romano di piazza Garibaldi si svela e affascina i visitatori

Lo scavo archeologico è stato aperto al pubblico per le Giornate Europee del patrimonio, registrando interesse e richieste di estendere il cantiere

Anteprima bagnata per lo scavo archeologico di piazza Garibaldi, che oggi pomeriggio si è aperto al pubblico in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Sarà stato un poco bonario Giove a mandare la pioggia forse per frenare la curiosità della gente attorno ai segreti del tempio romano rivelato dai lavori degli archeologi della Soprintendenza, che stanno effettuando gli scavi nell'area alla ricerca di testimonianze dell'antica Rhegion. Ma ci sarà modo di ripetere l'esperienza, come già nelle intenzioni dell'ente, anche perché l'iniziativa di oggi ha registrato interesse nei visitatori di un'utenza eterogenea per età e composta anche da famiglie ed è un peccato che il maltempo abbia scoraggiato una presenza maggiore. 

Tante le domande dei visitatori sulle ipotesi attorno all'antica costruzione

A fare gli onori di casa ci sono l'assessora comunale alla cultura Irene Calabrò e gli archeologi Andrea Gennaro e Maddalena Sica, alla quale spetta il compito di rispondere alle tantissime domande dei cittadini. Tra loro un ospite di riguardo, lo storico Franco Arillotta, presidente dell'associazione Amici del Museo, che ha coinvolto la dottoressa Sica in un vivace scambio di ipotesi davanti al podium emerso dalle viscere della piazza. Smentita con certezza l'ipotesi che quella struttura sia stata una tomba (e l'affascinante ma collegamento a Giulia, figlia dell'imperatore Augusto), spiega Maddalena Sica: "La tipologia dell'edificio indica che si tratta di un piccolo tempio. L'orientamento diverso da quello che pensavamo, cioè dove ci sono i tubi fognari, è stato una fortuna perché invece questa parte della piazza è libera e ci ha permesso di rinvenire la struttura nella sua intera planimetria. Il professore ha punzecchiato l'archeologa sull'annosa questione dell'incompiutezza della costruzione, di cui secondo Arillotta sarebbe una prova l'assenza di malta e cemento sulla base. La tesi di Maddalena Sica è però quella di una struttura spoliata, termine che indica un abbandono successivo alla totale realizzazione: "Quello che abbiamo riscontrato ci dice che la costruzione non è incompleta. Lo scavo è ancora in corso e sono certa che proseguendo i lavori troveremo elementi che ci diranno qualcosa sull'alzato e la sua lavorazione".

Sica e Arillotta

Nel cantiere archeologico sono stati esposti pannelli esplicativi che riassumono i primi esiti delle ricerche compresi gli scavi del 2016, quando la scoperta si manifestò per caso durante la realizzazione del parcheggio di piazza Garibaldi. Partendo dal I secolo avanti Cristo la stratigrafia presenta livelli con fasi greca, romana, medievale, post antica e moderna fino a Ottocento e Novecento. Nella zona in corrispondenza della statua i precedenti saggi avevano mostrato struttura murarie anche di età ellenistica e opere di canalizzazione, ma prive di segni che facciano pensare a insediamenti abitativi o di frequentazione.

Molti cittadini chiedono che lo scavo continui interessando l'intera piazza

Una storia che ai reggini interessa conoscere, come hanno dichiarato tanti visitatori dello scavo auspicando che in futuro lo scavo si estenda nell'intera piazza. "E' sicuramente un sito importante - ha convenuto l'archeologa - e non solo per la costruzione che rappresenta il ritrovamento principale. Ci troviamo in quella che fu un'area sacra e un'indagine più estesa ci darebbe l'opportunità di avere informazioni su culti e riti". Dando anche una risposta all'irrisolta diatriba sulle mura della città antica e i confini di Rhegion, tema caro al professor Arillotta che ha ricordato un'altra iniziativa legata a questi scavi, la ricerca di archeologia botanica formalmente proposta alla Soprintendenza da Amici del museo e che vorrebbe coinvolgere anche l'università di agraria. "L'avevamo già chiesto nel 2016 - dice lo storico - qui ci sono 1500 anni di storia agricola di Reggio Calabria e potremmo anche rivenire tracce del boschetto di alloro che in base a uno scritto di Marco Terenzio Varrone sorgeva da queste parti e da cui arrivavano i rami offerti da chi partiva da Reggio per partecipare alle cerimonie sacre per il Dio Apollo a Delfi". 

Visitatori nello scavo

Nel futuro di piazza Garibaldi c'è un restyling nel quale lo scavo avrà uno spazio centrale, come dichiara Irene Calabrò: "E' una scoperta che merita di essere valorizzata e per questo renderemo fruibili gli scavi inserendoli nella riqualificazione dell'area". Questo sito entrerà così nella rete archeologica cittadina che comprende le terme romane, area sacra Griso Laboccetta, piazza Italia, Odeion, mura della via marina e collina degli angeli. L'assessora dice anche che le linee di finanziamento per piazza Garibaldi sono già state individuate tra Pon e devoluzione di mutui presso la Cassa depositi e prestiti. Ogni intervento sarà però valutato a conclusione degli scavi e ascoltando il parere degli archeologi.

L'apertura straordinaria di oggi pomeriggio, terminata in anticipo per l'incalzare della pioggia, ha intanto regalato l'immersione in un passato antichissimo ai visitatori che sono stati accompagnati all'interno del percorso allestito a distanza ravvicinata dal podium, oggetto di numerosi selfie e che nella sua imponenza si presenta come il monumento romano principale della storia di Reggio. Un bene storico che appartiene alla comunità e di cui bisogna avere cura. Iniziando a comportarsi con senso civico e non far trovare ai tecnici resti di rifiuti letteralmente lanciati dall'esterno della recinzione e ogni mattina rimossi sottraendo tempo al lavoro archeologico.

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