Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Scuola in piazza, Furfaro: "Un anno insieme, ma adesso serve aiuto per andare avanti"

"Se la città riconoscerà il ruolo di questa scuola per la crescita dell’intera comunità, forse questa realtà potrebbe durare per molto, moltissimo tempo"

E' felice del traguardo raggiunto Giorgio Furfaro, "padre" della scuola di italiano in piazza S. Agostino. E' trascorso un anno, infatti, da quando la sua idea ha preso forma, portando sedie e lavagne in piazza e sono arrivati in tanti per imparare l'italiano. 

"È trascorso un anno esatto dal giorno in cui è cominciata l’avventura - dice con soddisfazione Furfaro - di una scuola di italiano per stranieri all’aperto. Da quando, nell’agosto dell’anno precedente, quattro insegnanti e una ventina di studenti si sono conosciuti nella piazza Mezzacapo (detta anche Sant’Agostino), nel centro di Reggio Calabria, realizzando la Scuola italiana in piazza Sia i docenti, sia gli studenti sono cresciuti da allora... non solo di numero. In quella piazza ho ascoltato e imparato parole in decine di lingue diverse ed ho iniziato a confrontarmi con culture di cui avevo solo letto sui libri o sentito vagamente parlare". 

"È stato un percorso fatto di sorprese, soddisfazioni, scoramento, impegno, difficoltà - continua Furfaro - ma soprattutto di crescita e apprendimento. Grazie a Ida Triglia, Stefania Roetto, Sarita Romeo, Dora Condemi, Angela Putortì, Renza Monteleone, Roberta Malara, Marina D’arrigo e Francesco Lia per il loro profondo impegno, per aver scelto di intraprendere attivamente un cammino a lungo termine al mio fianco. E ringrazio Chanti, Thasiru, Chamila, Kuljot e la sua famiglia, Jasha, Yousuf e la sua famiglia, John, Rania e la sua famiglia, Ismail, Lounas, Matiullah, Shreen con la sua famiglia, Rachid, Diana e la sua famiglia, Rayan, Melody con la sua famiglia, Rachid, Amal e la sua famiglia, Flavio, Gurwinder con la sua famiglia, Sunset, Zainab e la sua famiglia, Raymond, Inas con la sua famiglia e tutti gli altri cento e più studenti bambini, adolescenti, adulti e anziani per avermi permesso di guardare il mondo da infiniti punti di vista e per avermi offerto la possibilità di ampliare a dismisura l’orizzonte della mia conoscenza". 

"Grazie ai cittadini italiani e stranieri,  - spiega - al Museo dello strumento musicale, al Kiwanis club Jupiter che, con le loro donazioni, hanno permesso alla scuola di crescere e di migliorarsi. Grazie a Nati per leggere, alla Biblioteca dei ragazzi, a Spazio teatro, a padre Sergio, all’Associazione Magnolia, alla rettoria di S. Francesco, a Mikhaela Cannizzaro e Simone Casile per la collaborazione attiva e concreta. Grazie a coloro che hanno collaborato occasionalmente nell’attività di insegnamento. E grazie a chi ci ha fatto visita in piazza, a chi si è soffermato per più di un minuto ad osservare quello che stava accadendo. Forse ho conosciuto più persone in quest’anno che in tutto il resto della mia vita. Ma non conta solo la quantità, come forse avrete capito". 

"Quanto durerà questa scuola? Non credevo così tanto! Eppure, se penso a come sarà quella piazza in futuro, la vedo in due modi: da una parte semivuota e un po’ malfamata; dall’altra ricca di culture che si incontrano, si conoscono, imparano e insegnano. È chiaro che la scuola non potrà proseguire all’infinito con le proprie forze, - denuncia Furfaro - soprattutto perché la sua sopravvivenza dipende dall’impegno personale e gratuito di un ristretto gruppo di docenti. Condividendo i principi e gli insegnamenti di Tullio De Mauro, questa scuola ha scelto di porre l’integrazione linguistica, i diritti linguistici e il dialogo interculturale come punti di partenza di ogni processo democratico. Questa scuola è stata studiata, progettata, realizzata e mantenuta. Se la città riconoscerà il ruolo di questa scuola per la crescita dell’intera comunità, forse questa realtà potrebbe durare per molto, moltissimo tempo. Intanto, finché ne avremo la possibilità, continueremo a fare, a pensare, a crescere. È un grande piacere!".

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