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L'incontro

A tu per tu con Smorto sul futuro della Calabria

Si è svolto, in aula magna del liceo scientifico Leonardo da Vinci, l’incontro con il giornalista reggino autore del libro “A Sud del Sud”

Raccontare che un’altra Calabria è possibile e che con la volontà e la determinazione le cose possono cambiare. È il messaggio che ieri, in aula magna, il giornalista Giuseppe Smorto ha lasciato agli studenti del liceo scientifico “Leonardo da Vinci”, durante la presentazione del suo libro “A Sud del Sud. Viaggio dentro la Calabria tra diavoli e resistenti”. 

“Intervistato” dai giovani vinciani, Smorto, già vicedirettore e firma prestigiosa del quotidiano Repubblica, ha parlato dei mali della nostra regione, della mala gestione della cosa pubblica e degli effetti disastrosi prodotti da una politica distante dagli interessi dei cittadini. 

Ma ha portato anche testimonianze vivide di speranza, citando tutte quelle realtà positive che sono presenti nel nostro territorio e che lui stesso ha voluto ricordare per cambiare l’immagine della Calabria in Italia e nel mondo.

«Non siamo solo terra di ‘ndrangheta- ha affermato Smorto- ma di bellezze straordinarie e di potenzialità poco sfruttate, si pensi, ad esempio, al Porto di Gioia Tauro. Ma ancora l’esperienza positiva del consorzio Goel e del modello Riace. I dati Istat ci dicono che la Calabria è ultima per numero di laureati e che ogni anno perde 15.000 abitanti – ha aggiunto. Per cambiare tendenza – ha detto agli studenti- voi giovani dovete essere parte attiva e vigile nei confronti di una burocrazia malata che rallenta il processo di crescita. E con lo studio e la motivazione personale, potrete far sentire la vostra voce e diventare protagonisti della nuova storia di questa regione». 

La dirigente del liceo, Serafina Corrado, intervenuta per i saluti istituzionali, ha ringraziato Smorto per la sua presenza e ha ricordato quanto la criminalità organizzata possa essere incisiva nel colpire uomini, mezzi e territori. 

«La mafia è camaleontica -ha detto Corrado- e limita i progetti di crescita individuale. Non dimenticate mai – ha dichiarato, rivolgendosi agli studenti -che la cultura mafiosa è arroganza, tracotanza e sopraffazione e va combattuta con ogni mezzo, primo tra tutti l’istruzione».  

L’incontro, indirizzato alle classi IV e V del liceo, è stato curato dalle responsabili della biblioteca, professoresse Giuseppina Catone e Claudia Neri. 

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