Cronaca

Non luogo a procedere per Francesco e Giuseppe Gattuso

La Corte d'assise accoglie la tesi dei difensori per il reato di riduzione in schiavitù

Un'aula di tribunale

La prima sezione della Corte d’assise di Reggio Calabria, presieduta da Ornella Pastore, ha disposto il non luogo a procedere, per intervenuta prescrizione, nei confronti di Francesco e Giuseppe Gattuso per il reato di maltrattamenti in famiglia.

curatola avvocato-2I due imputati, difesi dagli avvocati: Giovanni Alampi Pasquale Spanò e Antonino Curatola (nella foto), dovevano difendersi dell’accusa di una presunta riduzione in schiavitù di un intero nucleo familiare, composto dai coniugi e da tre figli minori. In particolare Francesco e Giuseppe Gattuso erano accusati di avere ridotto in povertà i componenti dell’intero nucleo familiare, di approfittare dei loro servigi senza fornire un ristoro economico e di impedire addirittura di potersi muovere dalla loro abitazione e di impedire ai minori di andare a scuola per lavorare nei campi.

Nel corso dell'istruttoria dibattimentale è stato accertato come le accuse fossero totalmente infondate, è stato accertato che i coniugi venivano regolarmente retribuiti ed addirittura Giuseppe Gattuso, si sarebbe adoperato per trovare lavoro ad entrambi i coniugi.

Inoltre, accogliendo le tesi difensive la Corte d’assise avrebbe potuto appurare come le minori fossero totalmente libere di svolgere qualsiasi attività scolastica e che le stesse fossero addirittura accudite dalle rispettive famiglie degli imputati.

La Corte d’assise di Reggio Calabria, che ha stabilito in novanta giorni il tempo per la presentazione della motivazione della sentenza.

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