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Cronaca

Sentenza Miramare, pioggia di reazioni: "Solidarietà e vicinanza a Falcomatà"

Da Sergio Abramo a Giorgio Gori tanti sindaci, e non, hanno voluto mandare un messaggio al primo cittadino

Sono tante le dichiarazioni di solidarietà giunto dal mondo della politica nazionale e non per il sindaco subito dopo le lettura della sentenza “Miramare” che lo ha condannato ad un anno e quattro mesi.

Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo scrive: “Sono convinto che Giuseppe Falcomatà saprà dimostrare la propria assoluta estraneità ai fatti che gli sono contestati e che gli sono costati la condanna, in primo grado, da cui deriverà anche la sospensione in base alla legge Severino. Pur sottolineando il profondo rispetto nell’operato della Magistratura, e senza voler esprimere giudizi in merito a quanto stabilito dal tribunale di Reggio, non posso non sottolineare la mia più profonda solidarietà, umana e politica, a Giuseppe.

Lo conosco da anni e, in virtù della collaborazione e della condivisione di idee e progetti che avevo con un gigante come il padre Italo, ho da decenni instaurato un fortissimo rapporto di amicizia con tutta la sua famiglia.

Sono assolutamente sicuro che certe condotte non fanno parte del suo modo di essere, così come sono sicuro che darà battaglia in ogni altra sede possibile per ristabilire la verità e ritornare più forte di prima. Glielo auguro di cuore, ma ribadisco pure che gli amministratori locali abbiano bisogno di norme più precise per essere meglio tutelati. I sindaci sono il primo punto di riferimento per i cittadini, ma anche quelli che pagano sulla propria pelle pur non avendo responsabilità dirette. Il Governo faccia qualcosa per difenderli”.

Anche il presidente dell’Anci Decaro esprime vicinanza: “Proprio in questi giorni in cui si discute dei rischi elevati ai quali i sindaci nella loro attività vanno incontro dal punto di vista giudiziario, arriva una condanna per abuso d'ufficio per il sindaco di Reggio Calabria che è costretto ad una sospensione di 18 mesi per effetto della legge Severino. Nel rispetto della sentenza e riponendo piena fiducia nel corso della giustizia, non posso che esprimere la mia vicinanza a Giuseppe Falcomatà, del quale in questi anni abbiamo conosciuto la dedizione al lavoro nell'interesse della sua comunità, che in un momento come questo si ritroverà senza guida politica e amministrativa”.

"Ali esprime massima solidarietà e vicinanza al sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatá, e a tutta l'amministrazione comunale, per la sentenza di condanna in primo grado per abuso d’ufficio. La legge Severino, senza entrare nel merito con chiare indicazioni su condotte specifiche, impone già al primo grado di giudizio la sospensione dall’attività di 18 mesi per i sindaci, con grande danno anche per le comunità che questi amministrano. Una legge scritta male, che non rispetta il principio costituzionale della presunzione di innocenza. È urgente più che mai un intervento del legislatore e una riforma radicale di questa legge sbagliata che non tutela né le istituzioni né i cittadini". Lo afferma il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, presidente nazionale di Autonomie locali italiane e coordinatore dei sindaci Pd.

Usa twitter invece Giorgio Gori che afferma “e’ ingiusto e contro la Costituzione: nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva”.

Sempre sui social Enza Bruno Bossio: “la legge Severino è incostituzionale. Nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva- Tutta la mia solidarietà a Giuseppe Falcomatà. L’abuso d’ufficio va abolito, la Severino va modificata”.

“Voglio esprimere la mia vicinanza al sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, condannato per abuso d'ufficio e sospeso dal suo ruolo per 18 mesi. Senza entrare nel merito della sentenza, non posso che ribadire un concetto chiaro e ormai condiviso: è ora di rivedere le norme che mettono a rischio l'attività quotidiana dei primi cittadini. Non chiediamo impunità, ma solo di poter fare serenamente il nostro lavoro" . Così il presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato Matteo Biffoni alla notizia della condanna di Falcomatà che, per effetto della legge Severino, è stato anche sospeso dalla sua carica di sindaco. 

“Pur riponendo piena fiducia nel lavoro della magistratura, esprimo la mia piena vicinanza a un sindaco che ha dimostrato con i fatti quanto ama il suo lavoro e il territorio che amministra”. Ad affermarlo è il vicepresidente del Consiglio regionale e presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, secondo il quale “purtroppo, non si è più nelle condizioni di operare con serenità, ogni firma su un provvedimento diventa un potenziale avviso di garanzia. Ecco perché – aggiunge – come è stato ribadito più volte anche da Anci e Upi, è necessario rivedere la Riforma sull’abuso d’ufficio, considerando che nel 60 per cento dei casi le indagini si chiudono perché è lo stesso pubblico ministero a chiedere il proscioglimento e solo nel 2 per cento dei casi il processo finisce con una condanna definitiva”. 

“Nel frattempo, però – rileva Iacucci – si vive sotto i riflettori, si diventa vittima di una gogna mediatica e sei responsabile di qualunque cosa accada nel tuo Comune. Falcomatà è stato ritenuto colpevole per abuso d’ufficio e assolto dal reato di falso. Sono sicuro che il primo cittadino di Reggio Calabria possa far valere le proprie ragioni in Appello e riuscire a dimostrare la sua estraneità alle accuse che gli sono contestate. Ma Falcomatà, così come tutti gli altri sindaci d’Italia, ha bisogno di essere tutelato anche dal punto di vista normativo. È necessario rivedere questa Legge Severino – conclude – e mi auguro che, come è stato detto nel corso dell’assemblea annuale dell’Anci a Parma, venga rivista a breve la riforma delle responsabilità e dell’abuso d’ufficio”.

Al fianco del primo cittadino di Reggio Calabria anche Enzo Maraio, segretario del Psi: "I sindaci svolgono quotidianamente un lavoro prezioso per la propria comunità, spesso con abnegazione personale e con grande senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, con cui ogni giorno si interfacciano per risolvere i loro problemi quotidiani. Più volte abbiamo  chiesto di rivedere la legge Severino che a nostro avviso contiene profili di incostituzionalità e di riprendere urgentemente la riforma sul reato di abuso d’ufficio che spesso si rivela infondato.

Per queste ragioni siamo al fianco del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà a cui rivolgiamo tutta la solidarietà dei socialisti. È intollerabile che i primi cittadini debbano essere sottoposti ad una gogna mediatica. Giuseppe farà valere le proprie ragioni in appello - ha proseguito Maraio - e sono certo dimostrerà la sua estraneità rispetto a quanto gli viene contestato".

"Per il sindaco di Reggio Calabria Falcomatà, come per tutti, vale la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva". Lo afferma Luigi de Magistris che aggiunge: "Anche se, è da dire, una condanna in primo grado per una vicenda grave non è solo un avviso di garanzia, ma è molto di più rilevante.

Noi non pensiamo che gli avversari politici debbano essere colpiti utilizzando le vicende giudiziarie che appartengono al lavoro autonomo ed indipendente della magistratura. Noi crediamo nell’autonomia reciproca e nel leale rispetto reciproco tra politica e magistratura. Noi pensiamo che la legge Severino sia oltremodo ingiusta soprattutto nei confronti degli amministratori locali.

Ma lo pensiamo sempre, non solo come fanno quei rappresentanti politici ed istituzionali che intervengono e chiedono garanzie, tutele e riforme solo quando sono protagonisti soggetti che appartengono al proprio recinto politico. Ci sono stati casi in cui la Severino ha colpito amministratori in prima linea nel silenzio di chi doveva tutelare i sindaci in prima linea e nulla dicendo di fronte ai cori da stadio che ne chiedevano le dimissioni.

La democrazia è forte quando le regole valgono per tutti, la democrazia è debole quando gli apparati partitocratici occupano le istituzioni per favorire i propri adepti e colpire gli avversari politici. Per noi Falcomatà deve continuare a fare il Sindaco, magari cominciando a risolvere problemi cronici e drammatici come l’emergenza rifiuti, e non invece divenire l’agnello sacrificale. È innocente fino a sentenza definitiva, la Severino va cambiata, Reggio Calabria non può rimanere senza sindaco democraticamente eletto". 

"Le sentenze si rispettano, tuttavia crediamo che in  un sistema democratico sia giusto evidenziare come gli effetti normativi di queste decisioni non siano condivisibili". Così Francesco Madeo, coordinatore regionale di Calabria in Azione che continua: "Ci riferiamo alla sospensione del sindaco Giuseppe Falcomatà , come è accaduto a molti altri amministratori locali arrivata dopo una condanna che non definitiva.

L’attuale legge Severino confligge con la presunzione di innocenza prevista dalla nostra costituzione. Tutto questo diventa evidente quando il provvedimento di sospensione viene notificato a seguito di una condanna di primo grado per abuso d’ufficio. Un reato vago e generico che non individua una specifica fattispecie o specifici comportamenti delittuosi e che rischia di bloccare l’azione amministrativa.

Come Azione attraverso il nostro rappresentante in parlamento On. Enrico Costa chiediamo da anni un adeguamento della legge Severino ai dettami costituzionali e un’individuazione specifica del singolo comportamento delittuoso che andrebbe a rappresentare la fattispecie del reato di abuso di ufficio". 

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