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Venerdì, 9 Dicembre 2022
L'approfondimento

La cosa pubblica in mano ai facenti funzioni per "ulteriori" dodici mesi

E' questa una delle ricadute dirette della sentenza di secondo grado che ha visto soccombente il primo cittadino, sospeso per effetto della legge Severino, Giuseppe Falcomatà

Ulteriori dodici mesi di sospensione dalla carica elettiva. E' il comma 4 dell'articolo 11 della cosiddetta Legge Severino a allargare il limbo amministrativo sulla città di Reggio Calabria.

E' questa una delle ricadute immediate della sentenza di condanna che la Corte d'appello di Reggio Calabria, dopo una camera di consiglio durata nove ore, ha comminato al primo cittadino eletto Giuseppe Falcomatà.

Il testo della norma, infatti, recita: "Nel caso in cui l'appello proposto dall'interessato avverso la sentenza di condanna sia rigettato anche con sentenza non definitiva, decorre un ulteriore periodo di sospensione che cessa di produrre effetti trascorso il termine di dodici mesi dalla sentenza di rigetto".

Così, Paolo Brunetti e Carmelo Versace continueranno a reggere le sorti della cosa pubblica reggina, l'uno da palazzo San Giorgio e l'altro da palazzo Alvaro, per un'altro anno facendo le funzioni di un sindaco, eletto dai reggini, che per pochissimo tempo ha potuto occupare la poltrona più alta del palazzo municipale.

La Corte d'appello di Reggio Calabria, nella tarda serata di ieri, ha condannato ad un anno l'attuale sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà (Pd), imputato nel processo Miramare.

Processo Miramare, la sentenza della Corte d'Appello: le foto

Il processo fa riferimento alla concessione, da parte del Comune, di parte dei locali dell'hotel Miramare, di proprietà dell'Ente, ad un'associazione, "il Sottoscala", ritenuta vicina ad un amico del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Nel procedimento giudiziario d'appello sono stati condannati, inoltre, a sei mesi tutti i componenti della prima giunta comunale che votò la delibera di assegnazione dell'immobile, si tratta degli ex assessori: Saverio Anghelone, Armando Neri, Rosanna Maria Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Agata Quattrone e Antonino Zimbalatti, l'ex segretaria comunale Giovanna Acquaviva, l'ex dirigente comunale Maria Luisa Spanò e l'imprenditore reggino Paolo Zagarella.

I reati contestati sono: abuso d'ufficio. Per effetto della legge Severino, Giuseppe Falcomatà, già sospeso dalla carica di sindaco di Reggio Calabria e della Città metropolitana, subirà un'ulteriore sospensione di 12 mesi.

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