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Mercoledì, 29 Novembre 2023
Una città da set

Monterossi, la seconda stagione porta nome e luoghi di Reggio in scena su Prime

Palomar ha presentato oggi con il regista Roan Johnson il primo episodio della serie, girata in gran parte in città e uscita il 10 novembre

Ha debuttato in streaming su Prime Video il 10 novembre con grandi aspettative di pubblico la seconda stagione della serie tv "Monterossi", ispirata alla saga letteraria di Alessandro Robecchi e in questo caso tratta dal romanzo "Torto Marcio" edito da Sellerio. Un progetto di Palomar Mediawan in collaborazione con Prime, a cui hanno aderito Regione Calabria e Fondazione Calabria Film Commission ospitando parte delle riprese a Reggio, dove questa mattina si è svolto un evento di presentazione con il regista Roan Johnson, l'attore Diego Ribon, il produttore delegato Palomar, Antonio Badalamenti il project manager di Calabria Film Commission, Giampaolo Calabrese e la vicepresidente della giunta regionale Giusi Princi.

Reggio è sfondo inatteso della trama della seconda stagione della serie, al centro della quale ci sono alcuni brutali omicidi avvolti nel mistero. Protagonista è sempre l'inquieto Carlo Monterossi, autore televisivo suo malgrado costretto a fare l'investigatore e alle prese con la spietata rincorsa dell'audience del programma Crazy Love, a cui è legato da un contratto capestro pur non condividendo gli obiettivi della cinica Flora De Pisis, assetata di cronaca nera.

Il set a Reggio (foto Fb Michele Geria)

La star Fabrizio Bentivoglio - così come gli altri principali attori della fiction (Donatella Finocchiaro, Carla Signoris e Tommaso Ragno) - non ha avuto giornate di lavorazione a Reggio, dove però è stata ambientata una cruciale storia parallela dell'intreccio, che vede due killer che non battono chiodo, interpretati da Maurizio Lombardi e Gabriele Falsetta, inviati nella città dello Stretto per eseguire un incarico che diventa surreale. Lo scenario del mare dello Stretto è location di un'attesa quasi beckettiana, che, in una metafora della vita stessa, si dissolverà senza spiegazioni. Uno strano cliente assolda infatti Biondo e Socio per uccidere un uomo anticipandone le mosse omicide, ma non avendo soldi promette di pagare con un appartamento i due killer, bisognosi di guadagnare. Scopriranno poi che il loro bersaglio è colluso con la 'ndrangheta, addentrandosi nella soluzione di un altro giallo tutto calabrese. 

Reggio debutta nella terza puntata, al centro di uno dei gialli della storia

Stamattina all'hotel Torrione il regista ha presenziato alla visione del primo dei cinque episodi della serie, ma per vedere Reggio su Prime bisognerà aspettare la terza puntata, nella quale inizia il viaggio dei due killer da Milano fino alla punta dello Stivale, che proseguirà fino all'epilogo di stagione. E la città dello Stretto, come ha spiegato Roan Johnson, si amalgama perfettamente nel racconto che attraversa il paese da Nord a Sud rappresentando tutte le sfumature realiste di una società caratterizzata da contrasti di luoghi e umanità. A differenza della prima serie, questo ampliamento di orizzonte permette di indagare nella storia italiana e i suoi conflitti irrisolti. Dice il regista: "Abbiamo voluto mantenere un tono sia ironico che scendesse a tratti e poi gradualmente sempre di più negli abissi delle città e degli animi umani dei nostri personaggi. Che è poi il cuore delle mie serie e film preferiti. Non rinunciare a uno dei due aspetti: né alsarcasmo, al comico, alla satira sociale, né ai conflitti e al dramma. L’obiettivo era spostare il genere crime in un territorio più ampio, al tempo stesso divertente ma profondo".

Un momento delle riprese a Reggio (foto Fb Michele Geria)

On demand sulla piattaforma di Amazon da pochi giorni, per Monterossi si parla già di una terza stagione, le cui riprese potrebbero iniziare nella primavera 2024 con uscita della serie alla fine del prossimo anno. Si tratta però al momento solo di un auspicio, così come non è certo che i nuovi intrighi crime della saga avranno nuovamente un set reggino. Le premesse però ci sono tutte: il location manager e produttore Michele Geria sui suoi social ha pubblicato parole di soddisfazione per l'esperienza con Palomar ringraziando i vari soggetti privati e non che hanno collaborato al set, tra cui la parrocchia del Divin Soccorso. E un rapporto proficuo tra la casa di produzione e la Regione Calabria si è consolidato con il recente progetto del docufilm "Semidei" sui Bronzi di Riace, diretto da Fabio Mollo e presentato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia.

La coppia di killer nella città dello Stretto e l'auspicio di una terza stagione

Da parte sua Roan Johnson ha avuto elogi per la coppia di attori Lombardi-Falsetta, capaci di animare tra humour e colpi di scena l'intero filone narrativo meridionale della seconda stagione di Monterossi. I due personaggi - potenziali sicari tutt'altro che temibili, piuttosto stralunati e mai arrivati al delitto - avevano riscosso molto successo nella prima serie e per questo sono stati premiati con uno spazio autonomo nella storia. Gabriele Falsetta, genovese di origini calabresi per parte paterna, ha anche messo nel suo ruolo una personale riappropriazione delle radici e la capacità di non cadere negli stereotipi del racconto di 'ndrangheta. I killer Socio e Biondo sono infatti figure tragicomiche a cui è affidata la vena di black humour della serie tv, nello stile di molti altri prodotti Prime (ricordiamo, a proposito di Calabria, Bang Bang Baby, liberamente ispirato alla "principessa" Maria Merico del clan Serraino). 

Intanto Reggio torna in scena con la vetrina formidabile di uno dei canali di streaming più diffusi, in oltre 200 paesi che potranno vedere zone da noir sicuramente poco turistiche ma funzionali alla trama e anche scorci attrattivi della città, tra cui lungomare e arena dello Stretto, che hanno fatto da cornice ad alcune scene della serie. 

Princi soddisfatta del trend di produzioni che scelgono la Calabria 

Nella conferenza stampa di presentazione Giusi Princi ha ricordato che solo nel 2022 in Calabria sono stati finanziati 22 prodotti audiovisivi-cinematografici tra film e fiction, 13 documentari e 12 cortometraggi, tutti girati nella regione con una precisa finalità di promozione. La vicepresidente ha dichiarato: "Obiettivo delle sceneggiature è quello di valorizzare i paesaggi calabresi, la cultura identitaria della nostra regione, il patrimonio storico e antropologico; è quello cioè di riuscire a rappresentare una Calabria contemporanea, lontana da desueti stereotipi legati a racconti di una terra fatta di arretratezza e malaffare”.

 Princi ha poi aggiunto: “Oltre a promuovere la Calabria trasformandola in un set cinematografico, queste produzioni rappresentano una linfa importante per il tessuto economico della regione. In riva allo Stretto le troupe hanno lavorato per quattro settimane, coinvolgendo maestranze del settore e tecnici locali. Il finanziamento di 300 mila euro ricevuto dalla Calabria Film Commission è stato interamente speso dalla produzione sul territorio, tra professionalità e servizi, come residenze, alberghi, servizi tecnici, catering, maestranze calabresi sul set".

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