Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Centro

Ex polveriera, sgomberata l'area del demanio militare

L'assessore Rocco Albanese parla di "giornata storica, le ultime famiglie che occupavano alcune baracche fatiscenti sono state condotte in alloggi dignitosi e sicuri sottratti alla criminalità organizzata"

Alle sette del mattino erano già tutti lì, all'ex Polveriera per sgomberare definitivamente il ghetto e demolire le baracche. Dopo giorni di tensione tra l'amministrazione comunale e l'Osservatorio sul disagio abitativo che rivendicava gli alloggi per tutti i nuclei familiari che da moltissimi anni occupavano le baracche, ieri le ruspe sono entrate in azione. 

“L’area del demanio militare dell’ex Polveriera è stata definitivamente sgomberata e consegnata alla titolarità del Ministero della Difesa. Ieri, infatti, anche le ultime famiglie che occupavano alcune baracche fatiscenti hanno lasciato il ghetto e sono state condotte in alloggi dignitosi e sicuri sottratti alla criminalità organizzata. Ora, finalmente, una porzione importante del territorio potrà rinascere grazie, soprattutto, ad un cospicuo finanziamento messo in campo dal dicastero di via XX settembre e dal Viminale”.  L’assessore al Patrimonio edilizio, Rocco Albanese, è soddisfatto del risultato raggiunto e parla di “una giornata storica per Reggio Calabria, intensa e difficile, durante la quale, per 15 ore, uomini e donne dell’Esercito diretti dal tenente colonnello Antonio Intersimone, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia municipale sono stati impegnati per ricondurre al decoro e alla legalità un’area che, da decenni, viveva un degrado sociale di porzioni mastodontiche”.

“Dalle sette del mattino e fino alle 22 – ha raccontato Albanese – ognuno, per le proprie competenze, ha svolto un delicato ruolo di mediazione per consentire il regolare svolgimento delle operazioni di recupero e riappropriazione del terreno proprietà del ministero della Difesa. Fondamentale, in questo senso, è stata l’azione del vicequestore Rindone, così come quella del Comandante della Polizia locale Salvatore Zucco e del tenente Tiziana Malara nel coordinare e gestire situazioni complesse e di particolare difficoltà. Encomiabile, poi, è stato il lavoro del settore Ambiente del Comune con l’assessore Paolo Brunetti, il dirigente Domenico Richichi ed il responsabile del comparto Igiene Pasquale Bonocore; come più che prezioso può definirsi il contributo del dirigente del settore Patrimonio Claudio Cardona, del responsabile dell’Ufficio di vigilanza edilizia Alberto Brugnano, del titolare del servizio per la Gestione dei Beni confiscati Marilena Caridi, della consigliera comunale delegata Deborah Novarro e del geometra Gianni Rombo. Insomma, un lavoro di squadra improntato sull’applicazione della legge e destinato ad arginare ed eliminare fenomeni d’emergenza sociale e abitativa”.

“Oggi – ha commentato Albanese- è un bel giorno per la città, uno di quei giorni in cui l’orgoglio riempie l’animo degli amministratori posti al servizio del cittadini e della comunità”.  L’assessore Albanese ha, quindi, ringraziato il sindaco Giuseppe Falcomatà, “costantemente presente nel seguire ogni fase di un’attività che segna il raggiungimento di un obiettivo epocale, nemmeno mai lontanamente sfiorato dalla tante compagini di governo succedutesi, negli ultimi decenni, a Palazzo San Giorgio”.

“Nel corso delle operazioni – ha continuato Albanese – importantissimo si è rivelato il supporto dei dipendenti della società Castore che hanno contribuito a mettere in sicurezza l’intera zona". "Successivamente - ha proseguito - sono stati liberati e posti in sicurezza anche nove cani rinchiusi all’interno dell’ex Polveriera. Una volta concluse le fasi dello sgombero, i militari dell’Esercito hanno avviato le operazioni di bonifica e di recinzione dell’area”.

“Il prossimo obiettivo dell’amministrazione – ha concluso l’assessore – sarà quello di sgomberare pure la parte del demanio civile in maniera tale da completare un iter intenso e chiudere il cerchio su un’attività capillare di recupero degli spazi urbani, della dignità delle persone e del vivere civile”.

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