rotate-mobile
Venerdì, 2 Dicembre 2022
L'evento

Lo Stretto si prepara a reagire alla forza del terremoto

Da domani la grande esercitazione nazionale della Protezione Civile con il debutto del sistema IT-Alert. Storia e scienza alla mostra Terremoti d'Italia visitabile fino al 3 dicembre

Conoscenza e prevenzione sono i pilastri dell’esercitazione nazionale della Protezione civile “Sisma dello Stretto”, che si svolgerà da domani a domenica nelle province di Reggio e Messina con la simulazione di un terremoto di magnitudo 6.0 e la messa in pratica del modello operativo di soccorso studiato per salvare vite umane, edifici e beni culturali del Paese.

A presentare l’iniziativa stamattina sono stati il capo dipartimento ProCiv Fabrizio Curcio, il direttore generale regionale Domenico Costarella e il governatore Roberto Occhiuto, che hanno illustrato il programma di questi giorni nella tensostruttura che ospita la mostra itinerante “Terremoti d’Italia”, inaugurata oggi e visitabile fino al prossimo 3 dicembre.

In collegamento, dall’altra sponda dello Stretto, hanno partecipato il presidente della Regione siciliana Renato Schifani e il capo dipartimento dei Vigili del fuoco Laura Lega. Presenti anche i prefetti di Reggio e Messina, Massimo Mariani e Cosima Di Stani (da remoto), e il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio, Paolo Brunetti.

Sisma Stretto Costarella, Curcio Occhiuto

In campo per l’esercitazione ci sono 200 operatori impegnati in 37 comuni della fascia costiera reggina e 19 centri messinesi, dove saranno in rete con le prefetture e i vigili del fuoco, al lavoro tra colonne mobili (una calabrese a Gioia Tauro e una che si sposterà tra le due regioni), centri di ammassamento e working area tematiche. I volontari (ma anche molti funzionari delle amministrazioni) sono stati appositamente formati attraverso corsi che attribuiscono specializzazioni spendibili anche in futuro.

L'alert sui telefoni cellulari

Per la prima volta sarà utilizzata la tecnologia del sistema di allertamento individuale IT Alert tramite rete telefonica, uno strumento di applicazione europea qui testato su 500.000 persone dei territori interessati, che domani alle 10 riceveranno un sms di avviso dell’evento sismico.

"Sarà un monitoraggio importante – ha detto Curcio – per capire cosa funziona e cosa va migliorato, e poterlo fare in un momento di pace fuori dall'emergenza di una catastrofe vera è una preziosa opportunità. Per questo abbiamo tenuto diverse riunioni con volontari e cittadini, la loro collaborazione diventa un tassello indispensabile dell’operazione, che mira proprio a testare il coordinamento tra il livello nazionale e quelli locali. A tutti coloro che riceveranno il sms chiediamo di aiutarci a raccontare questo percorso".

VIDEO| Esercitazione terremoto 6.0, Curcio: "Testeremo il sistema"

Ecco cosa accadrà da domani negli scenari operativi  

Nel messaggio, chiaramente indicato come esercitazione, sarà annunciata una calamità di maremoto, e ai destinatari basterà dare l’ok di ricezione per tornare alle funzioni ordinarie del dispositivo. Registrata l’adesione di molte scuole, che dopo l’allarme attiveranno il piano di evacuazione, la giornata inizierà con lo scenario simulato prendendo a modello il sisma che colpì la città di Reggio nel 1975 – in una versione aggravata per creare uno scenario di rischio importante e con un fenomeno di onda anomala a cinque chilometri dalla costa (Curcio ha ricordato che sabato sarà il World Tsunami Day e “daremo il nostro contributo di attenzione a un fenomeno che in Italia è ancora trascurato e invece dev’essere considerato la nuova frontiera delle calamità sismiche”). La Direzione di comando e controllo (Di.Coma.C) si installerà al Cedir nel pomeriggio, in parallelo all’area di assistenza alla popolazione allestita a Bova Marina dalla sezione ProCiv Stella Maris.

Gli scenari interregionali delle attività saranno 33, tra cui a Reggio quelli al museo archeologico e in Cattedrale, dove si metteranno in sicurezza manufatti artistici, e nell’ex caserma 208, sede di crolli simulati e operazioni di soccorso di vittime sotto le macerie e persone con disabilità.

Al porto reggino e all’imbarco dei traghetti di Villa saranno testati trasferimenti alternativi di volontari e soccorritori, nel secondo caso coinvolgendo anche i reali passeggeri di una delle navi. Le attività nell’area del terremoto saranno seguite da Roma con l’insediamento di un comitato operativo centrale della Protezione civile.

Al termine della manifestazione, che si concluderà con un briefing tecnico interno, la Di.Coma.C. rimarrà a Reggio a disposizione del territorio, insieme all’altro punto di raccolta ormai traslocato dalla zona del Cedir, che sarà rimesso in funzione a Ravagnese.

La zona altamente sismica dello Stretto è stata scelta per l’esercitazione pensando alle criticità della distanza tra Calabria e Sicilia, la logistica e la situazione di viabilità e trasporti. Lo ha ricordato Curcio, ma anche Laura Lega, che ha dedicato un pensiero ai morti nell’incidente del canadair a Linguaglossa. "Entrambe le regioni sono nella fascia di rischio 1 – ha aggiunto Domenico Costarella – e ce lo ricordano le continue scosse che ci svegliano di notte, l’ultima pochi giorni fa. Ecco perché, come si disse all’epoca del terremoto dell’Irpinia, dobbiamo fare prima oltre che presto. La prevenzione è l’unica arma che abbiamo, anche per imparare alcuni automatismi, comportamenti che possono essere salvavita nei primissimi minuti dell’evento, quando siamo soli e non c’è nessun soccorritore a dirci cosa dobbiamo fare".

"Terremoti d'Italia" in mostra tra immagini del dolore e attività interattive

Domani accadrà tutto come se fosse vero, ma l’impatto emotivo di quello che davvero succede dopo il terremoto arriva in modo fortissimo visitando la mostra che ripercorre i sismi più distruttivi della storia italiana. Dal nostro “big one” dell’8 dicembre 1908, al flagello dell’Italia centrale, all’Irpinia e L’Aquila, nelle foto, i filmati dell’Istituto Luce e i documenti originali dell’epoca, la violenza della natura lascia dietro di sé macerie che non risparmiano Nord e Sud. Una lettera con i bordi accartocciati dall’usura, datata 7 gennaio 1909 e spedita da Roccella jonica, racconta la paura e la miseria della ricostruzione in Calabria: "Scrivo da una rovina, sono a poca distanza da Reggio e avrò da fare quattro ore a piedi. Stanotte dormirò con i morti".

"Terremoti d'Italia", le foto della mostra nazionale della Protezione civile

Nel pannello che riassume i maggiori terremoti italiani dal 900 ad oggi la Calabria ha il drammatico record del podio con i primi tre posti. Una sezione della mostra espone anche sismografi antichi come il tamburo di carta e il sismoscopio cinese di Zhang Heng, risalente al 132 d.C. (un primordiale IT-Alert che permise di trasmettere notizia del sisma nel vasto territorio dell’impero) e strumentazioni come il dissipatore viscoso per l’isolamento di ponti e infrastrutture. Ai visitatori sono proposte anche attività interattive come la stanza sismica, dove sono riprodotte scosse di intensità diverse, e la città sismica, un modellino urbano in scala 1:25 con diverse costruzioni delle quali si può osservare la reazione ai terremoti.

Dolce: "Il Ponte sullo Stretto non è sensibile ai sismi e sarà importante per i soccorsi"

Con evidente soddisfazione, dalla Sicilia il governatore Schifani ha voluto ricordare al collega Occhiuto l’imminente appuntamento con il ministro Salvini per partire con il Ponte sullo Stretto. E a proposito di terremoti, nella lunga storia del Ponte un antico (e oggi smorzato?) fronte di opposizione ambientalista è stato proprio quello del rischio sismico della grande opera.

L’assessore regionale Mauro Dolce, già capo dell’ufficio rischio sismico e vulcanico Prociv, assicura che “il progetto di ponte sospeso a una campata è poco sensibile alle vibrazioni del terremoto, potrebbe avere piccoli problemi di spostamento facilmente assorbiti sulla lunghezza, ma rimarrebbe in piedi durante e dopo il sisma. Diventerà invece una struttura fondamentale per raggiungere i luoghi colpiti tra Calabria e Sicilia, ovviamente qualora le infrastrutture d’accesso non siano state distrutte dai terremoti stessi, e su questo mi auguro che tutte siano in regola con la normativa sismica o che se non fosse così si intervenga dove occorre". (nella foto in basso l'assessore regionale Dolce con il capo dipartimento della Protezione Civile Curcio)

Mostra terremoti italia_sala sismica 19

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lo Stretto si prepara a reagire alla forza del terremoto

ReggioToday è in caricamento