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Giovedì, 19 Maggio 2022
La manifestazione / Centro / Piazza Italia

Sit-in per l'Ucraina: "Fermate la guerra, lì ci sono i nostri figli"

Tante le donne ucraine in piazza Italia per la manifestazione organizzata da Cgil-Cisl-Uil, Anpi, Arci e Libera con l'adesione del Pd

Piazza Italia si colora di azzurro e giallo, i colori dell'Ucraina che nella sua bandiera nazionale li ha scelti per indicare il cielo blu (simboleggiante la pace) sopra i campi di grano (simboleggianti la prosperità). Ecco la pace è stata interrotta dalla guerra e dai colpi sferrati dalla vicina Russia e adesso le donne ucraine, insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, con l'Anpi, l'Arci, il Partito democratico presente con i segretari regionale, provinciale e cittadino, e Libera sono qui a gridare di fermare le bombe. 

Vira, Tetyan, Lyudngla, Maruchack e tante altre tengono stretti tra le mani cartelli, bandiere e simboli del loro paese, da Reggio vogliono fare sentire la loro voce,  il loro grido disperato per i parenti che sono lì, sotto le minacce delle bombe.

"Sono andata l'ultima volta in estate, - racconta Vira Ivantsiv che è in piazza con il marito - torno sempre, almeno due volte l'anno in Ucraina, lì ho i miei figli, i miei nipoti. Non sono di Kiev ma di Ivano-Frankivsk, è la prima città vicina all'Ungheria. Pensavo che fosse lontana dagli scontri, invece, l'altro giorno è caduto il missile russo sull’aeroporto. Ho tanta paura per i miei cari".

"E' incredibile quello che sta accadendo, - afferma Tetyan Prodan - noi abbiamo tanti amici russi e adesso sono nostri nemici. In  Ucraina abbiamo i nostri cari, mamma, papà,  è difficile adesso pensare che sono in pericolo. Ci sentiamo lasciati soli, abbandonati, e noi con il nostro piccolo esercito non possiamo competere con quello russo, con Putin. Noi siamo un popolo pacifico".

Ucraina, la manifestazione per la pace in piazza Italia: le foto

"Ci hanno lasciato soli - rimarca Lyudmgla Leone - la Nato perchè non interviene? Quanto tempo c'è voluto prima che si riunisse, perchè? Da noi c'è la guarra da anni, ma non interessa a nessuno".

Sono belle queste donne, con il dolore nel cuore ma con lo sguardo fiero, si stringono negli scialli con i colori del loro paese. Sono le donne che hanno lasciato l'Ucraina da anni, molti anni, per venire a lavorare qui, in Italia, in Europa, e mandare soldi in Ucraina che usciva dal blocco sovietico. Sono donne migranti, la loro comunità è la quarta per numero di residenti in Calabria (dopo Romania, Marocco e Bulgaria). Una comunità che è tra quelle a grandissima prevalenza femminile, composta per il 73,7% da donne breadwinner in età adulta, madri di famiglia che con il proprio lavoro cercano di contribuire al sostentamento dei propri familiari rimasti nel paese di origine. 

I dati dell'ultimo Dossier statistico immigrazione

Secondo i dati dell'ultimo Dossier statistico immigrazione sono 6.292, pari al 5,8% i residenti in Calabria proveninienti dall'Ucraina.  Qui in piazza Italia sono arrivate tramite il passa parola, e raccontano che non sono organizzate in associazione. La comunità c'è però e adesso nel momento di dolore e paura ecco che risponde e arriva anche un appello: "Servono garze, cerotti, siringhe per il nostro popolo ferito. Chi può ci aiuti. Chiediamo di non lasciarci soli".

Un appello subito accolto dai tanti esponenti della politica e del sindacato presenti in piazza e adesso si lavorerà per cercare di organizzare gli aiuti da Reggio Calabria verso l'Ucraina.

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