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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Smaltimento illecito di rifiuti, controlli in 33 province: sequestri anche a Reggio Calabria

Progetto "Squadra Mobile" della polizia. Sono stati identificati 48 soggetti e 5 persone sono state denunciate in stato di libertà. Elevate 5 sanzioni amministrative per un totale di circa 8 mila euro

Maxi operazione della polizia sul territorio nazionale per il contrasto allo smaltimento illecito di rifiuti, per accertare e sanzionare le molteplici forme di illiceità nel delicato settore della tutela ambientale.

Le attività, coordinate a livello centrale dallo Sco, sono state condotte dagli agenti delle squadre mobili e delle Sisco in 33 province italiane con il supporto specialistico delle Agenzie regionali per la protezione ambientale e della polizia stradale. In alcune province, vista la specificità operativa in cui si è operato, sono state coinvolte anche le strutture periferiche del Corpo nazionale della Capitaneria di porto.

In provincia di Reggio Calabria sono stati sottoposti a controllo 34 siti e, all’esito delle attività svolte, 6 di questi sono state sequestrate. Inoltre, sono stati identificati 48 soggetti e 5 persone sono state denunciate in stato di libertà per reati connessi all’illecita gestione dei rifiuti ed elevate 5 sanzioni amministrative per un totale di circa 8 mila euro.

Le attività

Le attività hanno visto impegnati personale dei commissariati di pubblica sicurezza, polizia stradale, reparto prevenzione crimine, polizia locale, polizia metropolitana e Ispettorato del lavoro. In particolare, all'esito di controlli presso alcune autocarrozzerie, sono emerse irregolarità connesse all'utilizzo di forni di verniciatura senza il possesso, da parte dei titolari, delle autorizzazioni previste in materia di emissioni atmosferiche inquinanti; gli impianti sono stati, pertanto, sottoposti a sequestro con segnalazione all'autorità giudiziaria.

In altro contesto, sono stati rinvenuti materiali di risulta riconducibili a estumulazioni cimiteriali, tra cui, residui di lapidi funerarie in marmo; le aree interessate sono state sequestrate con conseguente comunicazione all'autorità giudiziaria e all’Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa).

Sono stati, infine, rilevati casi di presenza di lavoratori privi di regolare assunzione, con conseguente sospensione dell’attività d’impresa, di mancata sottoposizione dei lavoratori alla prevista visita medica nonché di illecito uso di strumentazione audio/video da parte del datore di lavoro in assenza di accordo sindacale o autorizzazione del competente Ispettorato del Lavoro.

"L’attività - spiegano dalla questura - rientra nella costante azione di prevenzione e monitoraggio condotta dalla polizia, in un settore che da decenni rappresenta una fonte di ingente, illecito profitto anche per le organizzazioni criminali, al fine di porre un freno all’espansione dei cosiddetti crimini ambientali che danneggiano il territorio e mettono costantemente a rischio la salute dei cittadini".

Il bilancio sul territorio italiano

 All’esito dei 3 giorni di intense attività operative, sono state sottoposte a controllo oltre 168 aree sospettate di essere adibite all’illecito stoccaggio e conservazione dei rifiuti, 40 delle quali sono state sottoposte a sequestro.
Più di 1763 i soggetti identificati, 103 persone sono state denunce in stato di libertà per reati connessi all’illecita gestione dei rifiuti, 2 persone arrestate in flagranza di reato e oltre 85 violazioni amministrative rilevate per un importo superiore ai 200 mila euro.

Le attività istruttorie e di verifica conseguenti all’accesso sui siti controllati proseguiranno nei prossimi giorni a cura delle singole Agenzie regionali per la protezione ambientale, al fine di valutare la sussistenza di ulteriori illeciti amministrativi e penali.

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