"La famiglia Pennestrì merita una statua, così Reggio finisce...Sottozero": la solidarietà di Sorgonà

L'ideatore di Spinoza al fianco dei titolari del gazebo sequestrato dalla polizia municipale. In tutto sono sette le strutture messe sotto chiave dalla municipale

I sigilli al gazebo

"E’ San Valentino, il giorno degli innamorati. Un bella giornata a Reggio Calabria, quasi primaverile. Possiamo facilmente immaginare quanti reggini, coppie e non, avrebbero trascorso qualche ora nel gazebo di Sottozero, a degustare una delle numerose prelibatezze che la famiglia Pennestrì prepara ormai da decenni. Tutto questo non sarà possibile invece, complice il sequesto (l’ennesimo) della struttura situata sul lungomare".

Sorgona Sasha-3Sasha Sorgonà, ideatore di Spinoza, (nella foto) si schiera al fianco degli imprenditori Pennestrì: "Mi chiedo come sia possibile che il gazebo di Sottozero sia stato posto nuovamente sotto sequestro.Tito Pennestrì e suo figlio Enzo hanno dichiarato agli organi di stampa che i pagamenti sono stati effettuati regolarmente, attraverso posta certificata. Non si capisce quindi - ribadisce Sorgonà - quale sia la motivazione alla base del sequestro".

"Mi ha particolarmente intristito leggere quanto detto da Enzo Pennestrì, ovvero della volontà di lasciare Reggio Calabria, perchè qui non è possibile lavorare e fare impresa. Detto da chi, da decenni, con orgoglio e passione dà lavoro a tante famiglie e lustro alla nostra città, facendo conoscere le bontà calabresi in tutto il mondo, è un vero pugno nello stomaco".

"Spinoza, attraverso i suoi comitati, è al fianco della famiglia Pennestrì ed è pronta a sostenere Sottozero in tutti i modi. La nostra piattaforma è nata esattamente per queste ragioni, provare a dare nuova linfa e sviluppo a Reggio Calabria in un momento particolarmente delicato.

Abbiamo quanto mai bisogno di creare nuove realtà imprenditoriali, - conclude Sorgonà - non affossare le poche che con tanti sacrifici vanno avanti. La famiglia Pennestrì merita una statua per quanto fatto in questi anni, non la ripetuta chiusura del gazebo".

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