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Domenica, 2 Ottobre 2022
Cronaca

Spi Cgil, nasce Spazio donna: un laboratorio di idee ed un luogo dove incontrarsi

Per portare bisogni e proposte che riguardano la conciliazione tra lavoro e famiglia, congedi parentali, soluzioni per la cura dei bambini e degli anziani

E' un luogo dove le donne si incontreranno per aiutare le altre donne, un luogo fisico ma anche un luogo di eloborazione politica e programmatica. E' questo Spazio Donna, pensato e voluto dal coordinamento donne del sindacato pensionati della Cgil, di Reggio e della Locride. 

Per presentare l'iniziativa le donne della Cgil hanno indetto una conferenza stampa a Palazzo San Giorgio e così ecco che Rosetta Melidoni, responsabile dello Spazio Donna, alla presenza della segretaria regionale del coordinamento donne Spi Cgil Ornella Catalano e del segretario di Locri Carmelo Gullì -  ha spiegato che lo Spazio si trova in Via Vittorio Veneto 51, nel cuore della città ed è pronto ad accogliere quante avranno voglia di discutere e stare insieme.

"In questo spazio donna saranno presenti le donne di tutta la Cgil delle categorie di Reggio e della Locride per portare bisogni e proposte  - spiega Melidoni - che riguardano la conciliazione tra lavoro e famiglia congedi patentali, soluzioni per la cura dei bambini e degli anziani. L’idea di questo spazio donna è nato a seguito del coinvolgimento del coordinamento nell’elaborazione delle proposte relative ai Piani di zona su diverse tematiche rivolte alle fasce più deboli: anziani, minori, donne in difficoltà, povertà, disagio sociale, dipendenze salute e disabilità. Temi questi che coinvolgono le donne, al di là delle fasce di età, nella loro quotidianità assieme a quelli della casa, del lavoro, della salute, dell’ambiente, della difficoltà a rapportarsi con la pubblica amministrazione e con gli enti. Pensiamo alle donne anziane che vivono da sole, alle famiglie  dove è presente un membro con disabilità. Sono sempre le donne che si trovano ad affrontare, in solitudine,  tutto il peso e molto spesso sono le donne ultra sessantacinquenni che curano i genitori ottantenni e novantenni, e sempre le donne sopperiscono come nonne alla mancanza di asili nido".

"Nella nostra città, nel territorio, - aggiunge Melidoni - abbiamo bisogno di un welfare di prossimità, di opportunità inclusive, di partecipazione alla vita sociale attiva per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Lo spazio donna vuole essere un luogo fisico dove le donne possono incontrarsi per affrontare le politiche di genere, elaborare proposte che provengono dai bisogni  delle persone che abitano il territorio, le periferie  mettendole a confronto con le associazioni  con le altre donne di tutte le età che perseguono gli stessi obiettivi. Al primo punto come pratica mettiamo l’intergenerazionalità. Per noi è importante promuovere la solidarietà fra generazioni per una continuità tra passato e presente, fra  tradizione e innovazione. Bisogna evitare che pensionato nel momento in cui si conclude l’esperienza lavorativa da un giorno all’altro viene percepito come un costo piuttosto che un’opportunità preziosa per la famiglia e per la comunità  contrapposto  alla generazione dei giovani. Per questo guardiamo alla Legge regionale del 2018  sull’invecchiamento attivo. La sua attuazione è legata ai piani di zona adesso può essere finanziata : le attività sociali di questa legge sono molto importanti si reggono sul volontariato e impegno civico nel campo della scuola e della cultura, dell’ambiente e del territorio. Ancora vogliamo affrontare,  nello spazio donna,  la medicina di genere: i bisogni sanitari delle  donne  sono differenti e di particolare complessità. Promuovere la salute delle donne anche durante la stagione dell’età matura è necessario,  come è necessario che ci siano delle sedi sociosanitarie sul territorio dove sia possibile imparare e a prevenire disturbi e problematiche all’invecchiamento  avere serie indicazioni su come affrontarle quando sopraggiungono.  Tutto questo produrrà vantaggi per la sostenibilità del servizio sanitario nazionale".

"Il coronovirus ha messo a nudo le criticità, - conclude Melidoni - e adessi si è aggiunta la guerra in Ucraina. Sono le  donne e i bambini che  hanno lasciato e lasciano la loro terra, con tutte le conseguenze che si portano dietro. Lo spazio donna sarà  accanto a queste donne in modo incondizionato. La Cgil,  il sindacato pensionati,  assieme all’associazione di volontariato Auser si stanno impegnando alla raccolta di  beni". 

"Oggi abbiamo delle opportunità come donne il Piano nazionale di ripresa e resilienza che affronta  le diseguaglianze di genere in maniera trasversale per un equilibrio di  genere sugli assi strategici (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale). I finanziamenti per i piani di zona, le risorse come città metropolitana. Adesso si può. Chiediamo un servizio permanente sulle pari opportunità che possa rappresentare un punto di riferimento per le donne della città, sia come luogo di emersione e di ascolto dei loro bisogni rispetto agli ambiti lavorativo, personale, familiare e di conciliazione, sia come spazio di socialità e promozione  di azioni sulla parità di genere".

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