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Martedì, 7 Febbraio 2023
Le stime

Lavoro, Cgia di Mestre: in Calabria si pagano più pensioni che stipendi

La provincia di Reggio Calabria fra quelle con il saldo negativo più alto

La Calabria, e Reggio Calabria fra le province, hanno fatto segnare lo squilibrio maggiore fra occupati e pensionati. Nella nostra provincia, infatti, secondo le stime della Cgia di Mestre si pagano più pensioni che stipendi, con una differenza che supera gli 86 mila assegni.

"Per quanto concerne il risultato anomalo del Sud - spiegano i tecnici della Cgia - va segnalato che, rispetto alle altre ripartizioni geografiche d`Italia, il numero degli occupati è sensibilmente inferiore".

"Va infine evidenziato - si legge nella relazione - che il risultato di questa analisi è sicuramente sottodimensionato; ricordiamo, infatti, che in Italia ci sono poco più di un milione e 700 mila occupati che dopo essere andati in pensione continuano, su base volontaria, a esercitare ancora l`attività lavorativa in piena regola".

A livello territoriale tutte le regioni del Mezzogiorno presentano un numero di occupati inferiore al numero degli assegni pensionistici erogati, rileva lo studio.

In termini assoluti le situazioni più "squilibrate" si verificano in Campania (saldo pari a -226 mila), Calabria (-234 mila), Puglia (-276 mila) e Sicilia (-340 mila). Nel Centro-Nord, invece, solo Marche (-36 mila), Umbria (- 47 mila) e Liguria (-71 mila) presentano una situazione di criticità.

Per contro, tutte le altre sono di segno opposto: le situazioni più "virtuose" - vale a dire dove i lavoratori attivi sono nettamente superiori alle pensioni erogate - si scorgono in Emilia Romagna (+191 mila), Veneto (+291 mila) e Lombardia (+ 658 mila).

A livello provinciale, infine, le situazioni più compromesse che si registrano al Nord riguardano Biella (-14 mila), Savona (- 18 mila) e Genova (-38 mila). Tra le realtà più virtuose, invece, scorgiamo Bergamo (+83 mila), Brescia (+111 mila) e Milano (+299 mila).

Nel Centro spiccano le difficoltà di Macerata (-14 mila), Terni (-22 mila) e Perugia (-24 mila), mentre dal saldo con segno positivo spicca il risultato riferito alla provincia di Roma (+ 275 mila).

Nel Mezzogiorno, infine, le situazioni più squilibrate riguardano Palermo (- 80 mila), Reggio Calabria (-86 mila), Messina (- 94 mila), Lecce (-104 mila) e Napoli (-137 mila). Tra tutte le 38 realtà provinciali del Sud, solo due presentano un saldo positivo: esse sono Ragusa (+ 8 mila) e Cagliari (+ 10 mila). 

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