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Disabilità

La storia di Antonella e Pietro nel racconto in punta di penna di Abbate

Il giornalista in "Storie degli altri" narra la vicenda di una mamma reggina e del suo bambino affetto da una malattia rara

Racconta in punta di penna, e con la delicatezza di sempre, Carmelo Abbate la storia di Antonella e del suo bambino Pietro. Dedica in Storie degli altri, questo format nato sui social dalla maestria di Abbate a cui adesso affianca anche la voce del racconto su Spotify, alla forza di Antonella, questa giovane donna di Reggio Calabria, che dopo quattro figli, si ritrova con il quinto bambino, nato sano, improvvisamente a dover affrontare la disabilità a causa di una malattia rara.

Scrive Abbate: “È il 2018. Arriva il verdetto. La malattia di Pietro ha un nome preciso. Non c’è cura. Gli toglierà vista, parola, movimento, fino a quando lo porterà via per sempre. Antonella credeva di essere pronta. Il tempo si ferma, le lacrime scorrono a fiumi. Oggi Pietro ha 9 anni, non cammina, non vede, parla sempre meno.

Tutti i santi giorni Antonella se lo carica in spalla, insieme con il papà e i fratelli vanno al parco a sentire gli uccellini, ascoltano il fragore delle onde seduti sulla spiaggia, il ciaf ciaf dei piedi nell’acqua. La loro vita è fatta di tante piccole cose. Come un ditino che si muove a ritmo di musica, la lingua che schiocca in un bacio. Minuscoli istanti di felicità pura. E quando arriva sera, Antonella si schiarisce la gola canta Peter Pan. Volerò sulle ali del mondo, nel cielo infinito, per sempre bambino resterò. Pietro ascolta, indica le stelle, e ride, ride”.

Sui social sta raccogliendo tanti like e tanti commenti per questa famiglia e per la forza di mamma Antonella. Chi ogni giorno si ritrova a vivere la vita insieme ad un familiare disabile, conosce bene, cosa vuol dire la fatica, la sofferenza e la forza di andare avanti, malgrado tutto, per cercare di far vivere una vita felice a chi si vuol bene. Ma non è facile soprattutto quando si vive a Reggio Calabria dove mancano strutture e servizi, in grado di aiutare le famiglie e i caregiver ad andare avanti, ogni giorno, guardando in faccia la disabilità. 

Carmelo Abbate oggi affronta con delicatezza la disabilità e fa riflettere su cosa vuol dire per una famiglia accudire una persona disabile. Spesso sono “invisibili”, costretti ad affrontare notevoli difficoltà soprattutto in questa città, dove scarseggiano i servizi e di certo trovarsi senza supporti e aiuti non aiuta a vivere una vita già difficile. 

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