Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Centro

Calcio, la storia di Cherif Karamoko sbarcato a Reggio e approdato al Padova

L'incredibile storia di un ragazzo della Guinea che fugge dalla guerra civile inseguendo il sogno di diventare un calciatore. Dopo il naufragio nel Mediterraneo è sbarcato a Reggio Calabria, accolto a Villa San Giovanni e poi nel Veneto ha esordito in serie B con la maglia del Padova

“Mi chiamo Cherif, e gioco a pallone”. Inizia così la storia di questo ragazzo della Guinea che fugge dalla guerra civile inseguendo il sogno di diventare un calciatore. Una storia raccontata in 263 pagine, scritta con il giornalista Giulio Di Feo per i tipi della Mondadori “Salvati tu che hai un sogno”. Non è un semplice titolo ma la frase che il fratello di Cherif Karamoko, Mory, gli dice mentre stanno annegando nel Mediterraneo dopo esser fuggiti dall'Africa. 

“Ha in mano un giubbotto e sul barcone ce ne erano solo cinque per centoquarantatré persone. Me lo infila addosso - ricorda Cherif -nuotando alle mie spalle e poi allacciandomelo davanti in modo che non possano strapparmelo via. Mi ripete di tenere duro, fra poco vengono a prenderci e ci portano in Italia. Poi lui scompare tra le onde e io mi sveglio in un letto d'ospedale”.

Lo sbarco a Reggio Calabria

L'ospedale è quello di Reggio Calabria dove Cherif viene curato e rimesso in piedi. Qui però riceve la notizia della morte di Mory e si ritrova solo, dopo aver già perso il padre (ucciso nel salotto di casa dalle milizie cristiane) e la mamma portata via dall'Ebola. Ha sedici anni Cherif quando arriva in Italia e un sogno da accudire, da far crescere e diventare realtà. Cresciuto a Nzérékoré, giocando a pallone nei campi in terra battuta e a piedi nudi, sogna di giocare in serie A.

Dopo l'ospedale viene trasferito a Villa San Giovanni, in un hotel diventato centro di accoglienza vista l'emergenza sbarchi di quel periodo.  Dopo molti mesi, il 3 maggio del 2017 Cherif decide insieme ad altri ragazzi migranti del centro di andare in Prefettura per denunciare lo stato in cui vivevano e chiedere i documenti. Lo fa dopo aver scritto una lettera ai responsabili del centro e non aver ottenuto nessun cambiamento.

“In quel centro di accoglienza non c’era il riscaldamento, il cibo era scarso e non ci davano il sapone, non ci facevano studiare. Sapevo quali erano i miei diritti e per questo sono voluto andare a chiedere. In sedici abbiamo camminato da Villa San Giovanni fino a Reggio, quindici chilometri».  Dopo le sue proteste in Prefettura di Reggio Calabria, Karamoko ottiene il trasferimento a Battaglia Terme in provincia di Padova, dove sorprende molti con il suo talento per il calcio che gli fa guadagnare la possibilità di un provino nella squadra del Padova.

L'esordio in serie B con il Padova

A Battaglia organizzarono un torneo tra profughi, fui nominato miglior giocatore e una collaboratrice del centro si mise in contatto con varie squadre per farmi ottenere un provino. Parlai con l’Abano, poi arrivammo fino al Padova. Mi dissero che era molto difficile inserirmi nel vivaio biancoscudato visto che non avevo mai giocato in nessuna squadra. Ma alla fine ottenni un allenamento di prova”.

Poi l'esordio nella Serie B del campionato di calcio italiano: Padova-Livorno. Cherif  ha 19 anni, ed è entrato al 93' come centrocampista. “Quando mi hanno detto che ero convocato sono tornato a casa e ho pianto. Ero anche in Ramadam, ho giocato solo un minuto ma non lo scorderò mai..”. 

Sulla maglia ha il numero 2, un numero scelto pensando che dopo tutte le tragedie della sua famiglia sono rimasti solo lui e sua sorella Sitan che è a Nzérékoré. 

Fermo per i decreti sicurezza

La carriera di Cherif è bloccata perché il permesso di soggiorno provvisorio è scaduto nel 2020, impedendogli di giocare: «Avevo fatto richiesta di permesso umanitario ma proprio in quel momento, era il 2018, è stato soppresso dai Decreti Sicurezza. Sto aspettando il ricorso da più di un anno, vado avanti a permessi provvisori che non mi permettono di giocare». Nel frattempo Cherif continua ad allenarsi e a correre come ha sempre fatto credendo ancora nel suo sogno che lo porterà in serie A. 

Il Csv presenta il libro online 

salvati tu che hai un sogno-2Per ascoltare la vera storia direttamente dal protagonista, venerdì 4 giugno, il Centro Servizi al Volontariato dei Due mari ha organizzato un incontro online con Cherif Karamoko e il giornalista Giulio Di Feo, con il presidente del CSV di Reggio Ignazio Giuseppe Bognoni e l'illustratore reggino Antonio Federico.
In diretta sul canale Facebook e YouTube  https://youtu.be/KsFnAs6p1Xw  alle 18:30.

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