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Sviprore, c'è il bando per due incarichi di consulenza: ma appaiono anomalie

Forniscono un supporto operativo nella gestione istruttoria delle pratiche legali e nell'ambito amministrativo, contabile e finanziario

Sul sito della Svaporare, società in house della Città metropolitana, è stato pubblicato un bando per la selezione comparativa di due incarichi di natura libero professionale di consulenza, con scadenza alle ore 12, del 30 aprile 2024. Questi incarichi sono volti a fornire un supporto operativo nella gestione istruttoria delle pratiche legali e nell'ambito amministrativo, contabile e finanziario.

I due incarichi individuati sono: Incarico libero professionale per il supporto operativo nella gestione istruttoria delle pratiche legali; Incarico libero professionale per il supporto operativo nella gestione istruttoria delle pratiche in materie amministrative, contabili e finanziarie.

I requisiti richiesti includono: laurea in giurisprudenza o equipollente; diploma di scuola secondaria di secondo grado o titolo equipollente, o laurea in economia e commercio o equipollenti. L'incarico è definito come prestazione d’opera intellettuale, ai sensi degli articoli 2229 e seguenti del Codice civile, e non costituisce un rapporto di pubblico impiego. Tuttavia, sorge una discrepanza poiché le attività richieste non sono esclusivamente di natura intellettuale, bensì comprendono anche la gestione di pratiche amministrative, contabili e finanziarie.

Le attività da svolgere includono, tra le altre, la gestione di imposte di registro, sentenze, avvocati patrocinatori e interni. Si richiede l'espletamento di varie attività per ciascuna macro voce, come l'istruttoria, la redazione di documenti e la creazione di fascicoli digitali. Servizi che rientrano solo in un rapporto libero professionale.

La Svaporare stranamente non richiede ai candidati di essere iscritti a un albo professionale o a elenchi speciali, però al punto 7 del bando stesso fra i requisiti specifica di non essere inibito per legge all’esercizio della libera professione indicando la necessità di avere un'esperienza quinquennale nel medesimo servizio, senza specificare il tipo di rapporto lavorativo precedente.

Un'altra anomalia risiede nel fatto che l'incarico prevede una presenza diretta in azienda per almeno tre giorni alla settimana, contraddicendo la natura tipica di un libero professionista, che lavora in maniera autonoma e indipendente.

Sorge quindi la domanda su perché la Sviprore non opti per un concorso pubblico, offrendo così opportunità a un maggior numero di giovani disoccupati, anziché  sistematicamente affidarsi a forme di selezione poco trasparenti.
 
In conclusione, è evidente la necessità che la Sviprore riveda le modalità di selezione e le specifiche degli incarichi, al fine di garantire trasparenza, conformità alle normative e rispetto dei diritti dei lavoratori. Una valutazione accurata delle pratiche di assunzione è fondamentale per evitare controversie e garantire una gestione corretta delle risorse umane nelle aziende pubbliche.

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