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Massimo Ripepi

Massimo Ripepi

Il Tar dà ragione all'Avr, Ripepi: "A rischio la raccolta dei rifiuti e 400 posti di lavoro"

Il consigliere comunale e coordinatore metropolitano di FdI punta il dito contro l'amministrazione Falcomatà dopo le ordinanze annullate dal Tribunale amministrativo

Il Tribunale amministrativo dà ragione all’Avr. "La società ha così ottenuto “il permesso” di poter staccare la spina sulla raccolta dei rifiuti, qualora decidesse in questo senso. La conseguenza è nefasta sia per la città, già alla mercé di rifiuti di ogni tipo, che rischia di rimanere sepolta dalla spazzatura, sia per i 300 lavoratori esposti alla perdita del lavoro".

Lo afferma Massimo Ripepi, consigliere comunale e coordinatore metropolitano di Fratelli d'Italia che continua:" E questo perché il Tar ha ritenuto opportuno accogliere le istanze dell’Avr rispetto alle ordinanze comunali emanate nei mesi scorsi, le quali imponevano d’ufficio all’Avr la raccolta dei rifiuti, senza modificare di un punto contratti già scaduti da tempo e condizioni economiche, a fronte invece di una situazione di urgenza straordinaria generata dalla stessa amministrazione. Il problema dei rifiuti infatti, è questione assai vecchia, di scontro aperto fra Comune di Reggio e Regione Calabria, già dalla passata giunta in quota Pd".

Questo dimostra ribadisce Ripepi "che del servizio in sé era ed è responsabile l’amministrazione Falcomatà la
quale, in questi anni non è stata in grado, e non ci stanchiamo di ribadirlo per l’ennesima volta, di fornire alla Città metropolitana nemmeno i servizi essenziali.

Il fatto di costringere poi, la società Avr alla raccolta dei rifiuti senza però discutere con i vertici della stessa e soprattutto senza preoccuparsi del futuro dei lavoratori, ci dà il peso e la misura di un consiglio comunale davvero male assortito, dove chi ha gli strumenti per agire ne è incapace, inadatto, indifferente e una opposizione che, tutti i giorni non può fare altro che denunciare la sciatteria, l’approssimazione e l’illegittimità del primo cittadino, il cui agire danneggia vieppiù i suoi concittadini piuttosto che migliorarne la qualità della vita.

E questo, come consigliere comunale di Fratelli d’Italia, continuo a farlo pur avendo difficoltà a far sentire la mia voce nel consesso comunale, e sempre perché Falcomatà si erge a signore del territorio solo quando deve tarpare le ali alla democrazia. Il che significa che siamo totalmente allo sbando? La risposta è sì". 

Ad avviso del consigliere di FdI "siamo nelle mani di amministratori mediocri, inetti alla gestione di un territorio così complesso come il nostro, dove nulla può e deve essere lasciato più al caso. Grazie all’inerzia della giunta comunale nel mediare con l’Avr e ad un uso eccessivo del potere d’ufficio nonostante sia in debito con la stessa Avr di ben 17 milioni di euro, grazie alla violazione dei presupposti previsti dalla legge in merito ai provvedimenti extra ordinem contestati dall’Avr, grazie alla violazione del principio di legalità dell’azione amministrativa, nonché al difetto delle motivazioni rispetto al comportamento dell’istituzione comunale, ora le incognite si moltiplicano all’infinito pesando come un macigno sulla testa dei reggini e degli operatori del servizio, che rischiano di passare la peggiore estate della loro vita.

L’assoluta incapacità di gestire persino un semplice processo amministrativo se non con le maniere forti, senza nemmeno l’umiltà di ascoltare i lavoratori, da parte del sindaco e del suo scarso entourage, è sotto gli occhi di tutti (o di tutti quelli che vogliono vedere). In questo caso però il processo è di per sé vitale per la città e se il sindaco non è in grado neppure di organizzare la pulizia delle strade, di essere dalla parte degli operai (ma la sinistra non era il partito della classe operaia?), di tutelare il territorio e le sue ricchezze, come potrà mai programmare e
rendere efficiente l’immenso piano dell’internalizzazione dei servizi?"

Dopo tutti questi interrogativi, Ripepi affida "la risposta ai posteri, qualora abbiano ancora diritto di parola; nel frattempo a me tocca dire le cose come stanno e cercare di salvare 300 posti di lavoro appellandomi alla professionalità dell’Avr, affinché continui a svolgere il proprio lavoro".

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