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Domenica, 23 Giugno 2024
L'agonia del Tito Minniti

Aeroporto dello Stretto, verso la convocazione di un tavolo aperto a tutti gli attori del territorio

E' l'intenzione emersa dalla riunione della task force, con l'obiettivo di chiedere la gestione autonoma dello scalo e soprattutto sapere chi aderirà alla nuova società

E' tornata a riunirsi la task force sull'aeroporto Tito Minniti e dall'incontro è emersa la volontà di agire con urgenza per riprendere in mano le sorti dello scalo di Reggio attivando un tavolo istituzionale aperto a tutti i soggetti politici, associativi e privati del territorio. In concreto sarà il sindaco metropolitano Carmelo Versace a convocare i partecipanti con un solo punto all'ordine del giorno - la gestione autonoma - e un obiettivo prioritario: capire chi davvero vuole impegnarsi per la salvezza dell'aeroporto dello Stretto.

La futura società di gestione chiede adesioni a tutti i livelli. Chindemi: "Informeremo su dinieghi e assensi"

Lo dice senza mezzi termini il coordinatore della task force Salvatore Chindemi, spiegando che "il tavolo coinvolgerà tutti i livelli interessando il governatore Occhiuto, i sindaci comunali e metropolitani delle città di Reggio e Messina, i parlamentari calabresi e siciliani di ogni partito, le autorità portuali e le camere di commercio chiedendo la disponibilità ad entrare in una futura gestione autonoma del Tito Minniti, che è l'unica strada da perseguire e noi proponiamo da anni. Le ultime vicende confermano che il tempo degli annunci e le promesse è ampiamente finito - continua - e adesso serve sapere chi ha realmente intenzione di affiancarci. Di ogni singola risposta di assenso o diniego informeremo pubblicamente, in modo che ciascuno si assuma le sue responsabilità verso elettori o associati".

L'adesione richiesta è quella alla costituenda società che chiede l'autonomia gestionale dell'aerostazione reggina. "Siamo oltre la fase degli studi di fattibilità perché questa è una soluzione che già avevamo individuato - dice ancora l'avvocato Chindemi - e che anche oggi ha trovato convergenza all'interno della task force e un impegno dei nostri referenti territoriali, i sindaci di Comune e Città metropolitana, per realizzarla. Le condizioni del Tito Minniti sono oggettive, l'aeroporto è in coma e pronto a esalare l'ultimo respiro, l'unica alternativa alla sua fine è staccarsi da Sacal e governarlo in autonomia".

Chindemi precisa che in questa fase l'orientamento non è quello di una contrapposizione con la Regione ma un percorso consensuale e portato avanti in sinergia con l'ente, identificando una forma giuridica idonea, che potrebbe essere la sub concessione alla nuova società (territorialmente espressione dell'area dello Stretto, con rappresentanti pubblici e privati di Reggio, Messina e le Eolie) ipotizzata da più parti nelle ultime settimane durante il dibattito sull'aeroporto. "Con la società costituita e opportunamente capitalizzata - prosegue Chindemi - il tavolo avvierà l'interlocuzione con Regione e Sacal per l'obiettivo della gestione autonoma, ma se non produrrà gli effetti sperati, si sposterà verso il ministero e Enac, i soggetti decidenti sulla nostra istanza". 

Alla riunione della task force a palazzo Alvaro erano presenti i sindaci facenti funzione di comune, Paolo Brunetti, e città metropolitana, Carmelo Versace, che ha dichiarato: "Non c’è più tempo da perdere, tra due mesi verrà presentato il piano aeroportuale nazionale e non possiamo immaginare che, in una visione miope del sistema calabrese, il Tito Minniti non venga inserito fra le infrastrutture strategiche del paese. E' necessaria la massima convergenza di politica e istituzioni su una questione di interesse collettivo per lo sviluppo dell’intera area metropolitana dello Stretto". E sul punto anche Versace come Chindemi vuole sapere chi sarà dentro e chi fuori: "In maniera laica, senza puntare indici ognuno sarà chiamato a pronunciarsi su un argomento che non può e non deve diventare una questione di partito. I conti poi si tireranno alla fine".

Il tema controverso di un nuovo aeroporto su cui investire i soldi dell'emendamento Cannizzaro stanziati per la ristrutturazione del Tito Minniti appare prematuro. Conclude Salvatore Chindemi: "La scelta di operare sul rifacimento dello scalo esistente o su una eventuale infrastruttura nuova, di cui c'è già un progetto, è qualcosa che viene dopo. Il primo passo è creare una società che ci permetta di essere padroni del nostro destino, e solo allora si potrà decidere cosa fare".

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