Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Taurianova

Arrestati zio e nipote, coltivavano marijuana nel Parco d'Aspromonte

Li hanno sorpresi i carabinieri che hanno anche estirpato e sequestrato le piante, avrebbero fruttato migliaia di euro

Sono finiti in manette zio e nipote,  per coltivazione illecita di sostanze stupefacenti. I due uomini, sono stati sorpresi a coltivare una piantagione di marijuana dai carabinieri della compagnia di Taurianova nell'ambito dell'attività di contrasto al fenomeno della coltivazione di stupefacente nel territorio

Lo zio, 41enne, e il giovane nipote, 28enne, già noto alle forze dell’ordine, originari di Platì, erano in un'area impervia del Parco nazionale d’Aspromonte, precisamente a Trepitò di Molochio e Serro Lungo di Varapodio. I carabinieri delle locali stazioni, con il supporto dello squadrone eliportato carabinieri cacciatori di Calabria, hanno sorpreso i due, intenti a prendersi cura di una piantagione costituita da 106 piante di marijuana, con altezza variabile tra 0,5 mt e 1,5 mt.  

Nello specifico, i militari operanti hanno notato la presenza di tre artigianali terrazzamenti posti ad altezze differenti, delimitati da paletti, una rete metallica e del filo spinato, all’interno dei quali erano disposte in ordinate filiere le numerose piante di marijuana, nascoste tra arbusti ed erbacce. A seguito di un prolungato servizio di osservazione, i carabinieri hanno poi scorto i due uomini entrare all’interno della piantagione e irrigare le piante con un tubo di gomma, prelevando l’acqua da un torrente vicino, venendo in questo frangente prontamente bloccati dai militari.

Le piante che, una volta cresciute, estirpate e vendute al dettaglio, avrebbero fruttato diverse decine di migliaia di euro, sono state sequestrate e catalogate in attesa degli accertamenti tossicologici del caso presso il RIS di Messina. 

I due arrestati, sono stati dapprima condotti presso la casa circondariale di Palmi del giudizio di convalida, all’esito del quale, il tribunale di Palmi ha confermato per entrambi la custodia cautelare in carcere. 

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