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Scatta l'operazione "Dike 2", fari accesi sui buoni alimentari Covid: 86 persone segnalate | VIDEO

I carabinieri di Taurianova hanno svolto approfonditi accertamenti sulle richieste ai Comuni, per ricevere le sovvenzioni, dai 100 ai 600 euro, si attestavano false residenze o diverse composizioni dei nuclei familiari

 

Hanno presentato false dichiarazioni per ottenere i buoni alimentari elargiti dai Comuni durante la prima fase emergenziale dell’epidemia da Coronavirus ma non avevano i requisiti previsti dalla legge. I carabinieri di Taurianova, coordinati dal comandante provinciale dell'Arma, Marco Guerrini, hanno segnalato 86 persone all’autorità giudiziaria.

Ancora indagini sulle indebite richieste delle elargizioni sociali. Anche in questo periodo di difficoltà dovuto all’emergenza epidemica, nell’ambito dei sussidi sociali, non di rado, false certificazioni e truffe, consentono a soggetti privi dei requisiti di ottenere denaro pubblico, con evidente danno economico e sociale per la collettività, sottraendo le risorse a chi ne avrebbe veramente bisogno.

L’attività di controllo e verifica dei carabinieri in tale delicato settore, resa particolarmente efficace dalla capillarità delle stazioni nel territorio, si è rivolta, in ultimo, nella destinazione dei cosiddetti “buoni spesa covid”, ovvero un aiuto straordinario introdotto dal Governo per questo periodo di emergenza sanitaria ed erogati direttamente dai Comuni alle persone e famiglie in difficoltà economica per acquistare alimenti, farmaci e altri beni di prima necessità. I criteri di dettaglio di scelta della platea di famiglie/persone beneficiarie sono stati stabiliti da ogni Comune in collaborazione con propri uffici sociali, garantendo quote variabili dai 100 ai 600 euro, a seconda di vari indici di valutazione, e con priorità a chi non riceveva altri sostegni pubblici. 

Ogni Comune ha dunque stabilito il criterio di precedenza e soprattutto dei requisiti minimi per la richiesta, con appositi atti amministrativi e bandi, distribuendo i buoni anche in base alle autocertificazioni dei richiedenti.  In tal senso, i Carabinieri della Compagnia di Taurianova, grazie al coordinato lavoro delle Stazioni dipendenti in vari Comuni della Piana di Gioia Tauro, in particolare Taurianova, Molochio, San Giorgio Morgeto e Polistena, hanno svolto una generale azione di controllo e verifica delle istanze prodotte per ottenere i “buoni spesa”, al fine di verificare la regolarità delle procedure attestative e quindi dell’effettivo possesso dei requisiti previsti.

Da tale operazione, denominata “Dike 2”, che segue analoghi accertamenti sui percettori del reddito di cittadinanza svolte nel maggio scorso, sono emerse una serie di irregolarità a carico di ben 86 cittadini - di cui 61 solo nel Comune di Taurianova e 14 nel Comune di Molochio - con un danno erariale complessivo stimato in circa 25.000 euro, che i Carabinieri hanno puntualmente segnalato all’Autorità giudiziaria di Palmi, diretta dal Procuratore capo Ottavio Sferlazza.

Le principali irregolarità emerse negli accertamenti riguardavano, da un lato la falsa attestazione sulla residenza e l’indicazione dei componenti del nucleo famigliare (essendo l’elargizione  anche connessa all’effettivo stato di bisogno della famiglia), dall’altro l’omessa o falsa indicazione di ricevere, nel medesimo periodo, altri cospicui sussidi sociali, circostanza nei casi analizzati ostativa al recepimento, come la disoccupazione, periodi retribuiti di malattia dei cosiddetti “braccianti agricoli”, pensioni di invalidità ed anche  l’indennità di maternità e lo stesso reddito di cittadinanza. Una attenta analisi documentale, corroborata e rafforzata da una profonda conoscenza del territorio e delle persone da parte dei Carabinieri, che ha consentito di far emergere chi, volendo fare il “furbo”, tentava di percepire somme e  aiuti che per  legge e per decisione dei Comuni competenti, non avrebbero potuto avere. 

I controlli sui percettori di elargizioni sociali da parte dei Carabinieri continueranno in tutta la provincia di Reggio Calabria al fine di contribuire a difendere e promuovere la giustizia sociale anche nell’ambito di elargizioni economiche pubbliche.  

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