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Domenica, 2 Ottobre 2022
Guerra Russia-Ucraina

Teatro Cilea, oltre novanta artisti in scena per la pace

Organizzato dal Comitato per i bambini e le mamme dell’Ucraina, dal Comune di Reggio Calabria e con la partecipazione di Fondazione Mediolanum Onlus

Tutti insieme per la pace, per portare aiuto e sostegno alle donne e ai bambini ucraini giunti in città in fuga dalla guerra. Il teatro Cilea ha aperto le porte ad un numeroso pubblico giunto in segno di solidarietà. Oltre novanta artisti hanno calcato le scene per rendere davvero unico il  “Grande Evento per la Pace”, organizzato dal Comitato per i bambini e le mamme dell’Ucraina, dal Comune di Reggio Calabria e con la partecipazione di Fondazione Mediolanum Onlus, charity partner dell’evento.

In un teatro gremito è andato in scena uno spettacolare susseguirsi di esibizioni, la cui direzione artistica è stata merito di Teresa Timpano. Oltre 90 artisti hanno spaziato dalla lirica di Puccini all’Antigone di Sofocle, dai brani dei Mattanza e dei Kalavrìa, all’orchestra lirica del Cilea, a corde Libere, a Scena Nuda.

Momenti toccanti hanno visto l’esecuzione dell’inno ucraino da parte della cantante ucraina Alina Abramova, il coro dei bambini dell’Ucraina, diretto da Iryna Dutka, e l’interpretazione di Alfonsina y el mar cantata da Ariel Ramirez, oltre a diversi colpi di scena, come una zampogna incedente dalla platea, balletti dal forte impatto coreografico, soprani e baritoni del Conservatorio. Attraverso l’arte è partita dalla città in riva allo Stretto una campagna di solidarietà incredibile e si è lanciato un messaggio di pace e speranza.

L’avvocato Lucia Lipari, portavoce del Comitato, ha esordito con un saluto in lingua ucraina ed ha ribadito che: "non può esservi coesistenza tra i popoli senza un’idea condivisa di bene comune e rispetto dei diritti fondamentali. Non si può essere cittadini circostanti, ma responsabili. L’iniziativa portata avanti è l’abbraccio della città reggina ad un’intera comunità, è solo una tappa del percorso intrapreso dal Comitato a sostegno dei bambini e delle mamme ucraine. Non è tempo di accontentarsi di like di solidarietà, di adesioni generiche e spersonalizzate alle battaglie sociali, è tempo di agire concretamente per fare la propria parte, come nel caso di questa raccolta fondi, a cui invitiamo a partecipare con generosità. Ciascuno cresce solo se sognato e stasera abbiamo tutti sognato la pace". 

Centrale l’intervento dell’ambasciatrice di pace, Miriam Jaskierowicz Arman, che rivolgendosi alla politica estera ha detto "la pace del mondo in questo momento sono i bambini, sono le mamme, sono le persone che stanno soffrendo. Non abbiamo bisogno di chiacchiere, ma di aiuti concreti. Ognuno di noi ha la responsabilità dell’umanità e della difesa della libertà. Dobbiamo pensare al futuro del mondo, ad uno spirito di fratellanza universale". Presente Alfonso Faccioli per Fondazione Mediolanum Onlus, che raddoppierà i primi 5000 euro raccolti con l’obiettivo di sostenere la causa benefica, ha dichiarato che "il miglior modo per essere egoisti è essere altruisti, questa è una massima che ha accompagnato Ennio Doris per tutta la sua vita e che dovremmo fare nostra".

Gli assessori comunali Lucia Nucera e Irene Calabrò hanno ribadito tutta la vicinanza al Comitato per l’impegno rivolto ai profughi: "Siamo grati per quanto messo in piedi in pochissimo tempo dal Comitato e dagli artisti coinvolti, che hanno testimoniato grande sensibilità e solidarietà. Un bel momento di condivisione e partecipazione che ha posto un obiettivo concreto di aiuto e sostegno, ma l’ha fatto valorizzando il volto migliore della nostra città: la cultura. La cultura del fare".

Non sono mancati i collegamenti da Leopoli con don Moreno Cattelan, il quale ha sottolineato il silenzio che si avvertiva nella periferia di Leopoli e la preoccupazione per quello che potrà accadere prossimamente, confidando però nella provvidenza per la soluzione del conflitto, e da Roma con don Giovanni che ha invece esortato a continuare a spendersi anche quando l’attenzione sarà calata, per essere voce delle persone che vivono oggi nella sofferenza.

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