rotate-mobile
Secondo giornata di esercitazione / Centro / Piazza de Nava

Terremoto, reperti salvati e portati fuori da Museo e Cattedrale: la simulazione

Quattro squadre di vigili del fuoco e carabinieri insieme alla Protezione civile hanno lavorato in collaborazione

La parola d'ordine è fare presto per salvare le vite umane ma anche le opere d'arte. Il terremoto, infatti, con la sua potenza porta via la vita e la storia di un luogo. Ed allora ecco che per la grande esercitazione del Sisma sullo Stretto anche il ministero della Cultura partecipa: il Museo Archeologico nazionale e la Cattedrale sono i luoghi da “salvare”.

Questa mattina, così come previsto per l'esercitazione, sono arrivati architetti, restauratori, archeologi, storici dell'arte e archivisti,  funzionari dei vigili del fuoco, del Nucleo tutela dei carabinieri di Cosenza e volontari di associazioni di protezione civile per mettere in sicurezza e salvare le opere d'arte. Quattro squadre pronte a lavorare con attenzione, simulando lo scenario del terremoto. 

Al Museo nazionale l'area è transennata e c'è massima allerta. Le squadre dei vigili del fuoco e dei carabinieri sono pronte ad entrare in azione. Dentro il palazzo Piacenti, a piano  terra, c'è lo scenario post scossa: sedie rovesciate, pannelli staccati e reperti a terra. C'è da capire i danni causati e così ecco che entra il vigile del fuoco Antonio Costantino tocca a lui fare una prima ricognizione. Entra, gira nelle sale del Museo, guarda con attenzione e ispeziona anche le basi antisismiche su cui poggiano i Bronzi di Riace, progettate e fatte realizzare dall’Enea.  Le basi antisismiche, realizzate in marmo di Carrara, hanno retto e infatti sono state progettate per assicurare  il massimo isolamento delle statue nei confronti delle sollecitazioni dei terremoti.

Dopo il sopralluogo ecco il verdetto: solo due zone hanno subito danni e occorre mettere subito in sicurezza il controssoffitto della sala a pian terreno. Entrano i vigili del fuoco e con un pronto intervento metteno in sicurezza l'area. 

Entra anche la squadra dei carabinieri e lavora per recuperare i reperti d'arte. C'è da salvare la storia e così con precisione e velocità vengono presi i reperti e portati all'esterno, a Piazza De Nava,  dove ci sono i tecnici pronti a imballare e schedare quanto recuperato. 

Si simula anche il salvataggio di una ragazza non vedente, Marika Meduri che ha collaborato per l'esercitazione. Operazioni complesse che adesso vengono simulate ma utili per esercitarsi, appunto, e capire come far funzionare bene la complessa macchina dei soccorsi in caso di terremoto. 

Terremoto, esercitazione al MArRC e in Cattedrale: le foto

"Le attività compiute in questa fase - spiega il Segretariato regionale - sono documentate attraverso rilievi fotografici e compilazione di schede per la salvaguardia dei beni mobili contenenti l’elenco di tutti i beni recuperati, l’indicazione dell’immobile di originaria collocazione e quella del luogo di ricovero. I dati contenuti nelle schede implementano i sistemi informativi gestiti dal ministero della cultura. Al termine di queste operazioni le riproduzioni verranno trasportate presso un deposito per beni culturali mobili recuperati a seguito di eventi calamitosi. L'esercitazione è la parte finale di un lungo percorso di condivisione di obiettivi e di intenti del programma nazionale di soccorso per il rischio sisimico".

Anche a piazza Duomo lo scenario è lo stesso. Qui si sono simulati i danni dentro la Cattedrale e i soccorritori sono corsi per recuperare e mettere in sicurezza gli oggetti sacri e portarli in piazza dove c'è la protezione civile.  Quattro squadre operative e la protezione civile hanno lavorato in stretta sinergia toccherà capire, domani, i risultati di questa grande esercitazione. Domenica, infatti, ci sarà un primo briefing. 

Il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, intanto si è detto soddisfatto dei risultati "Domenica mattina - ha spiegato- faremo un primo briefing poi li faremo strutturati per settore in modo da evidenziare le cose che saranno oggetto di lavoro dei prossimi mesi. Conosciamo già le problematiche principali di questo territorio e non solo nel momento in cui un evento sismico importante colpisce un'area densamente abitata. È importante anche il tempo di trasferimento dei soccorsi, c'è una parte che si attiva a livello locale. Molto bene stanno facendo la Regione siciliana e la Regione Calabria però poi c'è un altro tema che riguarda l'arrivo di altre forze e in questa parte d'Italia può essere un problema".

"Il sistema di It-allert, con il quale sono stati mandati migliaia di messaggi ai cittadini nell'ambito dell'esercitazione nazionale, è la prima volta che viene testato su una popolazione così ampia. È un sistema che garantisce anche la privacy, - ha aggiunto Curcio - quindi non c'è un ritorno su ogni singolo telefono cellulare. Questo lo dobbiamo dire con chiarezza perché è uno degli elementi molto dibattuti quando si usa il cosiddetto sistema self broadcast che non è solo italiano, infatti ci confrontiamo con altri paesi europei".

"Faremo - ha spiegato Curcio - dei briefing con gli operatori telefonici. Sappiamo che il messaggio in alcuni casi è arrivato, in altri no. Quindi ancora di più dovremo capire dal punto di vista infrastrutturale le ragioni. Per questo si fa un periodo di test ed è la prima volta che si fa ad una popolazione così ampia di oltre 500 mila persone".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Terremoto, reperti salvati e portati fuori da Museo e Cattedrale: la simulazione

ReggioToday è in caricamento