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Puglia e Calabria unite dalla cocaina: tredici arresti delle fiamme gialle

L'operazione condotta dalla Dda di Lecce ha portato alla luce un ingente traffico di droga proveniente dai Balcani per le piazze di spaccio di Reggio Calabria

Un'operazione antidroga è stata portata a termine questa mattina dai finanzieri del comando provinciale di Brindisi, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, che hanno eseguito un'ordinanza emessa dal gip del capoluogo salentino con l'arresto di 23 persone, di cui 19 in carcere e 4 ai domiciliari, residenti nelle province di Brindisi e Taranto e anche in Calabria ed in Albania. Le indagini hanno riguardato un'organizzazione criminale transnazionale, dotata di disponibilità finanziarie e logistiche, specializzata nel trasporto e nello spaccio di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.

In particolare, le indagini, avviate nel 2018 dal nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno evidenziato la presenza a Brindisi di un gruppo che costituiva il terminale italiano di un'organizzazione balcanica, in grado di importare nella provincia brindisina significative partite di eroina e cocaina, rispettivamente in arrivo dalla Turchia e dall'Olanda, poi smistate sulle diverse piazze di spaccio della regione pugliese ed in provincia di Reggio Calabria. Nel fiorente traffico di droga erano coinvolti anche elementi della Scu di Mesagne che avevano avanzato la propria pretesa sui relativi ingenti guadagni.

Gli indagati sono in tutto 45 a cui, a vario titolo, vengono contestati i reati di traffico internazionale di stupefacenti, estorsione aggravata da metodo mafioso, detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni ed armi da guerra, danneggiamento, violazione agli obblighi imposti dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale e autoriciclaggio. Nel corso delle attività di indagine sono stati sequestrati 57 chilogrammi di cocaina, 200 grammi di eroina, 20 kg di sostanza da taglio. Inoltre sono state sequestrati 200.000 euro in contanti, due pistole e un caricatore, 2.200 cartucce di vario calibro. Due degli indagati rispondono di autoriciclaggio per aver reinvestito i proventi illeciti del traffico di droga. I finanzieri procederanno anche al sequestro dei beni e alle disponibilità finanziarie riconducibili ad alcuni indagati.

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