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Guerra Russia-Ucraina

Accogli un bambino in fuga, l'appello per salvare i profughi

Il centro comunitario Agape e il progetto Famiglia hanno predisposto un format per offrire la disponibilità

"Non possiamo lasciare che minori e donne restino senza un luogo sicuro, essendo in fuga dalla guerra", spiega Mario Nasone presidente del Centro comunitario Agape. 

"Da quando è iniziata questa incredibile guerra - afferma Nasone (foto nel riquadro) - ci siamo subito interrogati su cosa fare. Così ecco che abbiamo messo in moto la nostra rete e insieme a Progetto Famiglia, che opera in tutto il Sud, abbiamo deciso di garantire un'accoglienza ai bambini, prima di tutto, e alle donne. Per farlo però abbiamo bisogno della solidarietà della nostra gente, dei calabresi, persone che sono disponibili adNasone Mario-2 offrire un appartamento o una stanza per offrire loro anche tanta serenità. Sono minori che prima del conflitto frequentavano la scuola, avevano dei compagni con i quali condividevano la loro quotidianità, praticavano uno sport o altre attività, e poi improvvisamente hanno perso tutto".

Chi sono le persone da accogliere?

"Sono mamme, donne di età varia, per lo più nella fascia compresa tra i 20 e i 45 anni, con uno o più figli minorenni, i cui mariti sono rimasti in Ucraina per la guerra. Donne che prima del conflitto conducevano una vita normale, bambini e ragazzi che andavano a scuola, che facevano sport, che avevano degli amici. Hanno un’età molto ampia (da 0 a 17 anni), anche se il maggior numero è rappresentato da preadolescenti (11-13 anni) e adolescenti (14-17 anni)".

I bambini e i ragazzi “soli” sono tutti orfani?

"In gran parte, i bambini e i ragazzi da accogliere non sono orfani, hanno famiglia e parenti con i quali, in Ucraina, avevano regolarmente rapporti e che sarà importante ricontattare, anche in vista del ricongiungimento, da realizzare appena sarà possibile.

I bambini e i ragazzi con famiglia non sono adottabili. La parte, minoritaria, di bambini e ragazzi privi di famiglia (perché orfana o comunque allontanata da nuclei familiari con gravissime problematiche) potrebbe essere adottabile ma è improbabile che questo possa avvenire da parte di coloro che offrono la disponibilità all’accoglienza temporanea. La durata delle accoglienze non è al momento prevedibile, il periodo potrà variare in base ai casi specifici. Alcuni bambini e ragazzi potrebbero ricongiungersi con le famiglie in tempi brevi. Per altri potrebbe essere necessario attendere a lungo.

Quanto ai tratti comportamentali, molti di questi  ragazzi hanno subito traumi familiari, ai quali si aggiunge il dramma della fuga dalla guerra. È possibile che alcuni di essi esprimano i loro disagi interiori adottando comportamenti problematici. In questi casi, i ragazzi saranno ospitati nelle comunità di accoglienza, dotate di operatori specializzati. Nelle famiglie si punterà ad inviare minori con comportamenti compatibili alle esigenze di tranquillità di una normale famiglia".

Occorre essere disponibili ad accogliere qualsiasi situazione?

"Il format di disponibilità promosso da Progetto Famiglia ed Agape chiede di indicare se si è disponibili per mamme con figli, per ragazzi (11-17 anni) o per bambini (0-10 anni). Ulteriori specifiche (ad esempio il sesso dei bambini, disabilità, etc.) potranno essere espresse durante i colloqui con l’équipe di Progetto Famiglia, in considerazione delle caratteristiche del nucleo familiare accogliente per favorire un corretto abbinamento con i minorenni ucraini.

Mamme e minori accolti hanno bisogno di almeno camera da letto a loro disposizione. Meglio ancora se è possibile riservargli anche un bagno. Le mamme con bambini possono essere ospitate anche in autonomia, in appartamenti liberi, purché seguiti con un contatto quotidiano da parte della persona/famiglia che mette a disposizione i locali".

Quanto dureranno le accoglienze?

"Anche se la durata delle accoglienze non è al momento prevedibile, possiamo ritenere che si prolungherà per vari mesi. Il periodo potrà variare inoltre in base ai casi specifici. Alcuni bambini, ragazzi potrebbero ricongiungersi con le famiglie in tempi brevi. Per altri potrebbe essere necessario attendere a lungo".

Avete già avuto la disponibilità di famiglie reggine?

"Sì, da subito, con il passa parola abbiamo avuto la disponibiltà da parte di alcune famiglie non solo di Reggio ma anche della provincia, che ci hanno offerto case e alloggi per queste persone. Lavoriamo anche in stretta collaborazione con la diocesi e devo dire che la rete di solidarietà sta crescendo, ogni giorno, e già siamo ad una settantina di case disponibili. Ci auguriamo che con questo appello cresca ancora di più la disponibilità per aiutare i profughi in fuga dalla guerra che stanno arrivano anche da noi e che occorre "regolarizzare" con l'aiuto delle istituzioni per garantire loro assistenza medica, istruzione e quanto necessario per farli vivere bene e in serenità". 

Le famiglie e le persone interessate possono rivolgersi per informazioni e dare la disponibilità ai seguenti contatti:

Segreteria Agape: 3519311525/0965894706/3880561653 Mail: affido.agape@gmail.com segr.agape@gmail.com

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