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Cronaca

Sos lupi nel reggino, Uniti per crescere: “Indispensabile adeguare la normativa calabrese”

Il presidente del movimento, Pietro Sergi, si rivolge alle istituzioni locali chiedendo un intervento immediato, considerato il danno subito per l'economia di piccole imprese o di singoli allevatori

Il movimento Uniti per crescere, nelle parole del suo presidente Pietro Sergi, avanza alle istituzioni locali una richiesta ben precisa. Una volta constatate le segnalazioni degli ultimi mesi da parte di numerosi allevatori dell’area reggina, di numerose aggressioni di lupi nei confronti dei greggi, si è ritenuto di dover intervenire immediatamente affinchè le istituzioni pubbliche interessate, come Città metropolitane e amministrazione regionale, si muovano nella tutela della tenuta economica di un settore che si poggia sull’impegno di piccole imprese o di singoli allevatori. 

“Al di là di un impegno concreto per sostenere economicamente, attraverso il ristoro dei danni patiti, gli allevatori che si trovano costretti a fare i conti con greggi numericamente ridotti –aggiunge Pietro Sergi - si rende indispensabile adeguare la normativa calabrese a quella di altre regioni legislativamente più evolute in questo settore e, contemporaneamente, recepire quanto previsto dal nuovo Piano di conservazione e gestione dei lupi che, in queste settimane, è arrivato sul tavolo del confronto fra lo Stato e le Regioni”.

“Naturalmente, una politica di contenimento di questo fenomeno - prosegue il presidente del movimento Uniti per crescere - deve rigettare l’idea che un contenimento di questi fenomeni possa registrarsi attraverso una campagna di abbattimento attraverso l’uso spropositato delle armi da fuoco. Le amministrazioni pubbliche, infatti, devono essere in grado di attuare politiche di conservazione della fauna selvatica che non entrino in conflitto con le richieste dei portatori di interesse e siano in grado di governare il conflitto con le attività umane”. 

Il presidente di Uniti per crescere, infine, mette nero su bianco le proposte del movimento. “Crediamo, invece, sia più importante affiancare ad un’azione di copertura dei costi legati al danno patito e certificabile una politica incentivante dei cosiddetti deterrenti passivi (dissuasori acustici e ottici o recinzioni elettrificate) e campagna di formazione e sensibilizzazione che faccia crescere le conoscenze degli allevatori reggini”. 

“Siamo convinti che l’amministrazione regionale, insieme ad una rinnovata attenzione nei confronti delle aree protette, debba costituire un gruppo di lavoro - conclude Pietro Sergi - che avvii il proprio intervento dalla realizzazione di un archivio digitale delle predazioni e, subito dopo, avviare una politica di corretto risarcimento, che metta al bando qualsivoglia speculazione, e di prevenzione”.
 

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