Mercoledì, 17 Luglio 2024
Università per stranieri

Università Dante Alighieri, revocato il bando del XXXIX dottorato di ricerca

Nell'ateneo, da aprile senza rettore, l'ultimo decreto presidenziale torna indietro sul corso per motivi legati all'erogazione dei fondi Pnrr

Dallo scorso aprile la Dante Alighieri non ha un rettore, dopo le dimissioni di Antonino Zumbo, che ha abbandonato l'ateneo nel momento in cui il dissesto finanziario si è manifestato in tutta la sua gravità con scenari di seri rischi di sopravvivenza dell'istituzione universitaria. 

Oggi l'unica via d'uscita alla crisi individuata per il futuro di UniDA è nella fusione con la Mediterranea, ma il percorso avviato dai due cda è bloccato dalla necessità che l'organo di governo dell'università per stranieri sia ricostituito per votare il piano che poi sarà sottoposto all'approvazione del ministero. Ovvero, che sia nominato il nuovo rettore oltre che surrogati i membri dimissionari (il pro-rettore vicario Loprevite e il pro-rettore Mavilia). 

Il motivo dell'addio di Zumbo sarebbe stato determinato da motivi accademici (mai esplicitati dall'interessato), e ad oggi anche tutti i provvedimenti di questa sfera avvengono tramite decreto presidenziale di Piero Aloi. Il 26 settembre il presidente del cda ha indetto una procedura selettiva per le supplenze a titolo gratuito, finalizzata a coprire alcuni insegnamenti senza cattedra per l'anno accademico in corso. 

Borse di studio Pnrr a rischio per motivi burocratici, revocato il bando per il dottorato

L'ultimo decreto, in data 12 ottobre, assume una decisione significativa nella proposta accademica della Dante Alighieri, quella di revocare per motivi burocratici il XXXIX ciclo del corso di dottorato in "Global Studies for an Inclusive and Integrated Society", il cui bando era stato emanato il 28 luglio. Per il dottorato sono state assegnate risorse del Pnrr per sei borse di studio triennali, con l'obbligo dell'ateneo di coprire l'eventuale spesa eccedente (un posto senza borsa) con garanzia fideiussoria, senza la quale, come si afferma nel decreto ministeriale 118 del 2 marzo 2023, i fondi pubblici non saranno erogati. Ottenuto parere favorevole dal consiglio direttivo di Anvur per l'accreditamento del corso, un altro decreto presidenziale, il 21 settembre, aveva già nominato la commissione giudicatrice per le ammissioni al dottorato.

Ma con il potere amministrativo attribuito dalla legge, il bando è stato ora revocato per mancanza di certezza dell'impegno di spesa della garanzia fideiussoria, che il cda deve approvare sulla base dei preventivi di spesa elaborati e trasmessi dal coordinamento del corso. Inoltre, nel decreto presidenziale si rilevano difformità dal cronoprogramma del corso e il mancato avvio dei lavori della commissione aggiudicatrice, con la conseguenza che "non sussistono posizioni soggettive qualificate e tutelate". Una situazione nella quale "il mancato rispetto delle tempistiche e delle procedure del dm 118 inficia l'ammissibiltà dei costi sostenuti dall'ateneo ai fini della rendicontazione delle borse Pnrr determinando conseguente aggravio di risorse e obbligo per l'università di onorare la predetta spesa". 

Protocollo d'intesa per attività culturali insieme all'Accademia di belle arti

Il nuovo dottorato dunque non partirà e nel frattempo il consiglio accademico appena riunitosi, anch'esso orfano del rettore, ha deliberato l'attribuzione degli insegnamenti per contratto e supplenza, e comunica la firma di un protocollo d’intesa triennale con l’Accademia di Belle Arti. L' accordo, di durata triennale, ha l' obiettivo di creare una rete di collaborazioni e consulenze finalizzata allo sviluppo comune di attività scientifiche, di ricerca, didattiche, culturale e di innovazione sociale. Un'iniziativa che insieme al progetto di fusione con l'università Mediterranea sembra proiettare la Dante Alighieri verso l'auspicio di sollecitare a Reggio la nascita di un futuro polo universitario insieme ad altre istituzioni e aperto al territorio. Prima però bisogna risollevarsi dalla situazione debitoria. E se è vero che sia Aloi che Zimbalatti - chi con dichiarazioni ufficiali e chi meno - hanno confermato che le procedure per il matrimonio tra i due atenei sono in corso senza ripensamenti, la fusione sembra la sola strada concretamente percorribile per l'ente più economicamente debole, che non riuscirebbe a mantenersi in autonomia nell'unione con quello dai conti solidi. Con un piccolo dettaglio che però potrebbe complicare le cose: lo scorso marzo il cda della Dante Alighieri all'unanimità aveva deliberato una dichiarazione d'intenti a favore della federazione con l'ateneo diretto dal rettore Giuseppe Zimbalatti. In questo particolare dimensionamento, le regole non cambiano e, secondo alcuni componenti del consiglio d'amministrazione, trasformerebbe l'università per stranieri in una semplice pertinenza della Mediterranea. 

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