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Il futuro della Mediterranea passa dall’accreditamento e dal modello Ava3

Si è svolto nell'aula magna Quistelli un seminario organizzato dall'Agenzia nazionale per la valutazione delle università e della ricerca (Anvur) in collaborazione con l'Università di Reggio Calabria

L'università Mediterranea guarda avanti e lavora per migliorare la qualità della didattica e della ricerca. Per questo il rettore Giuseppe Zimbalatti e il direttore generale dell’università Antonio Romeo hanno voluto organizzare, insieme all'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della  ricerca, un seminario formativo sul sistema di Autovalutazione, valutazione, accreditamento, Ava, per acquisire tutti gli elementi di novità disposti dall'Anvur.

Nell'aula magna Quistelli della Cittadella universitaria ecco che sono arrivati i direttori dei dipartimenti, i delegati, i coordinatori dei programmi di dottorato e dei corsi di laurea e il personale universitario, docente e non docente, a vario titolo coinvolto.

Ad aprire l'incontro il rettore Giuseppe Zimbalatti che spiega bene: "La valutazione del nostro ateneo, da parte dell'Anvur, avverrà nel primo semestre del 2026. Sembra una data lontana, ma in realtà è vicina e dobbiamo preparaci per tempo per raggiungere gli obiettivi. Il modello Ava è uno strumento chiave utilizzato da Anvur per garantire la qualità e l'efficacia del sistema universitario italiano. Il passaggio al modello Ava 3 rappresenta un'evoluzione significativa rispetto alle versioni precedenti, introducendo nuove metodologie e criteri di valutazione. Per  questo è importante oggi discutere delle novità introdotte e delle implicazioni pratiche per gli atenei italiani e per il nostro in particolare".

"Attraverso questo modello, evidenzia il direttore generale della Mediterranea Antonio Romeo - la valutazione non costituisce un semplice adempimento burocratico ma un mezzo per promuovere la qualità nel sistema universitario. Nell’economia generale delle azioni della comunità accademica, si configura come un'opportunità per evidenziare i punti di forza, correggere eventuali lacune e competere efficacemente nel contesto nazionale ed internazionale".

Le parole di Antonio Romeo, direttore generale dell'Ateneo

Si entra poi nel vivo dei lavori e il presidente nazionale Anvur, Antonio Felice Uricchio, collegato in videoconferenza, spiega il cambio di passo che può portare questo modello valutativo che vuole essere anche partecipativo. 

Parlano poi il prof. Massimo Tronci e il dirigente area valutazione delle istituzioni della formazione superiore Alessio Ancaiani.

Spiegano le principali novità del modello Ava 3, che si sviluppano su quattro fasce. Maggior enfasi sulla valutazione dell’impatto sociale e territoriale: gli atenei saranno valutati anche in base al loro contributo al territorio e alla società, non solo sulla base della qualità della didattica e della ricerca; Innovazioni nella didattica: il modello prevede una valutazione più dettagliata delle metodologie didattiche innovative e dell’uso delle tecnologie digitali; Focus sulla sostenibilità e l’internazionalizzazione: viene data maggiore importanza alla capacità delle università di attrarre studenti e ricercatori internazionali e di promuovere la sostenibilità ambientale e sociale; Partecipazione degli studenti: gli studenti avranno un ruolo più attivo nei processi di valutazione, sia attraverso feedback diretti sia tramite rappresentanze nei comitati di valutazione.

zimbalatti -unirc-anvur

L’adozione del modello Ava 3, dunque, rappresenta un passo avanti significativo per il sistema universitario italiano, mirato a garantire una formazione di qualità, un forte impatto sociale e territoriale, e una crescente internazionalizzazione.

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