Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Nonno Francesco, classe 1921, il primo ad essere vaccinato dall'equipe dell'Esercito

I militari del del 232° reggimento Trasmissioni Avellino sono di stanza presso il centro vaccinale attivato a Taurianova

La foto ricordo con nonno Francesco

Prosegue a ritmi serrati la campagna vaccinale nell’ambito del territorio della provincia reggina condotta con efficacia anche grazie all’ausilio dei professionisti dell’Esercito messi in campo dalla struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo, qui rappresentata dal generale Pirro e coordinati sul territorio dal colonnello Zizza. Attenzione verso le persone fragili e gli anziani che - grazie alla vaccinazione domiciliare attivata da pochi giorni con un apposito protocollo - inizia ad essere realmente efficace per tutelare in maniera mirata una fascia di popolazione particolarmente a rischio ed impossibilitata a recarsi presso i centri vaccinali predisposti sul territorio.

Primo in città ad usufruire di questo servizio salvavita è stato Francesco Conia, paziente classe ’21, già reduce della seconda guerra mondiale, a cui è stato somministrato il vaccino dalla task force guidata dal tenente medico Mariaelena Malvasi, proveniente dal Policlinico militare Celio e composta dal maresciallo infermiere Antonio Delle Grazie, del 232° reggimento Trasmissioni Avellino, e dall’infermiere del Suem 118 Agostino Carrozza con la presenza, discreta e rassicurante, del comandante della locale stazione dei Carabinieri, maresciallo Claudio Tommasino.

L’equipe - di stanza presso il centro vaccinale di Taurianova - ha operato in condizioni di massima sicurezza e professionalità, procedendo ad un’attenta anamnesi e successiva visita del paziente che, alla vista delle divise, con fiducia, si è affidato alle cure dei sanitari. Nonno Francesco, 99 anni, che attendeva la vaccinoprofilassi dalla fine di marzo, non ha nascosto la sua emozione nel ricevere la visita dei militari, distintisi per garbo, competenza ed umanità, a cui ha voluto raccontare con la consueta lucidità alcuni episodi della sua vita, in particolare, l’esperienza della epocale battaglia di El Alamein ed il dramma della reclusione nei campi di detenzione.

Lo staff, premurosamente, dopo l’inoculazione del siero Pfizer, ha atteso il tempo del monitoraggio del paziente “speciale” per la verifica delle condizioni generali post-inoculazione. Il gruppo di vaccinatori dell’Esercito proseguirà nella preziosa opera di somministrazioni delle dosi alla popolazione fragile fino al completo esaurimento degli elenchi dei prenotati.

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