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La solidarietà / Varapodio

Varapodio, dopo l'intimidazione donata una macchina a don Giovanni Rigoli

La comunità parrocchiale ha comprato la nuova autovettura per il parroco dopo che la sua è stata incendiata

A febbraio scorso le fiamme hanno divorato la sua Fiat Panda, parcheggiata proprio davanti alla canonica. Ma don Giovanni Rigoli, parroco di Varapodio, già vittima lo scorso 15 gennaio di un'aggressione dopo la celebrazione di un funerale nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano, non è stato lasciato solo. 

Dopo le parole di solidarietà e la vicinanza in quei momenti, ecco che la comunità parrocchiale ha deciso di manifestare l'affetto al parroco e dopo aver raccolto i soldi, hanno comprato una nuova macchina per il parroco. 

Il sindaco di Varapodio Orlando Fazzolari ha dato l'annuncio attraverso i social e afferma: "Ringrazio tutti i cittadini per il grande aiuto, ancora una volta il bene ha vinto contro il male".

È una Toyota grigia la nuova macchina di don Giovanni e per la consegna ecco che c'è il sindaco con la fascia tricolore e i carabinieri. Subito dopo l'intimidazione al sacerdote era arrivata la condanna di vescovi. La Conferenza episcopale calabra esprimeva in una nota, infatti, la più ferma condanna per l’atto vandalico perpetrato ai danni del giovane parroco di Varapodio. 

"La violenza, sotto ogni sua forma, è un linguaggio che rifiutiamo categoricamente", scrivevano i vescovi "essa non ispira mai i gesti e le parole di chi si professa credente nel Dio della pace e della mitezza, pertanto non può trovare spazio nella società civile, a meno che non si ricerchi lo smarrimento di ciò che rende umani".

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