Domenica, 14 Luglio 2024
La cerimonia

In Vaticano la consegna del Premio internazionale dell’Ina: ecco gli insigniti

La cerimonia si è svolta nella sala della caserma della Guardia svizzera pontificia

In occasione della commemorazione del cardinale Bernardin Gantin, sabato scorso si è tenuta una cerimonia piena di emozioni, presso la Città del Vaticano, nella sala della caserma della Guardia svizzera pontificia, che ha visto l’apertura dell’evento per la consegna del premio internazionale dell’Istituto nazionale azzurro nel ricordo della grande figura del porporato, figlio della nobile terra del Benin (Africa), esempio e modello per l’Istituto dello spirito missionario.

I saluti alle autorità, istituzionali, politiche, civili, ecclesiali e militari, alla presenza di cardinali, vescovi, sacerdoti,
religiosi, sono stati rivolti dal moderatore della cerimonia, Fabio Marchetti, membro Ina, il quale ha dato subito la parola al padrone di casa il colonnello Christoph Graf, comandante della Guardia svizzera pontificia, che ha indirizzato un caloroso benvenuto ai presenti.

Sono seguiti i saluti a mons. Adan Benito Bracamonte, ordinario militare del Venezuela e vice presidente della consulta sacerdotale Ina e al cardinale Robert Sarah, presidente della consulta sacerdotale generale Ina.

Il cardinale trattando il tema: "Il cardinale Bernardin Gantin pellegrino a Lourdes con la Guardia svizzera pontificia", ha evidenziato lo spessore umano, religioso e missionario del cardinale Gantin, giustamente definito dal cuore d’oro, "missionario africano a Roma, missionario romano in Africa", esempio e sprone per tutti, per la vita di santità, umiltà, generosità e amore per il Signore e la chiesa, ricordando, inoltre, l’alta onorificenza del premio Ina a tutti gli insigniti, per il loro eccezionale impegno e notevoli contributi umanitari nel campo della solidarietà, della giustizia e nella lotta contro il crimine e la povertà.

In seguito, parole di notevole tenore, ha espresso il fondatore e presidente, cav. dott. Lorenzo Festicini aprendo il nuovo anno istituzionale 2023-2024 dell’Istituto nazionale azzurro con una lectio magistralis di alto livello morale ed umano, sempre vicina ai principi del Vangelo, impegnata in missioni umanitarie.

Continuando il suo intervento Festicini si è complimentato con i premiati e i presenti che, attraverso il loro instancabile impegno e determinazione, sono diventati un faro di speranza per coloro che cercano giustizia e carità nella società, nel perseguire la verità e l'importanza di professionisti nell'assicurare che i valori fondamentali siano preservati.

Il premio internazionale Ina è una testimonianza del loro instancabile lavoro e del costante impegno nel garantire l'equità e la giustizia per tutti. La loro dedizione e passione per il giusto svolgimento della legge servono da ispirazione per le generazioni future. Il numeroso pubblico presente o a noi collegato, si è congratulato per questo
straordinario riconoscimento e auspica che si continui ad essere uno stimolo di speranza nella lotta per una
società più equa e giusta.

Dopo il nobile discorso del presidente Festicini, ha preso la parola mons. Francesco Savino, vice presidente nazionale della Conferenza episcopale italiana, vescovo di Cassano all’Jonio, il quale ha letto il messaggio del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei e, rivolgendosi agli insigniti e presenti, ha manifestato gratitudine, speranza a tutti coloro che si impegnano a fare del bene nel nome e nel ricordo del cardinale Bernardin Gantin, come l’Ina.

La cerimonia di premiazione è stata caratterizzata da un'atmosfera solenne e di commozione. Il premio internazionale dell’Istituto nazionale azzurro è stato consegnato al procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, al prefetto Laura Lega, al generale di corpo d’armata Francesco Diella, al colonnello Chiristoph Graf, al maestro Uto Ughi, al prof. Pietro Lorenzetti, al cardinale Matteo Maria Zuppi e al dott. Fabrizio Curcio.

Durante il loro discorso di accettazione, gli insigniti hanno espresso la loro gratitudine per il riconoscimento
ricevuto e hanno sottolineato l'importanza di continuare a essere in prima linea a difesa della giustizia e i diritti umani in ogni ambito della società.

Nel corso della cerimonia sono state conferite anche quattro benemerenze. L’evento si è concluso con i ringraziamenti di M. P. Giulio Cerchietti, officiale del dicastero per i vescovi e vice presidente Ina Amici del Benin ricordando che il nuovo anno istituzionale si è aperto sotto i migliori auspici e la protezione del card. Gantin. Un rifresco e la visita speciale all’armeria della Guardia svizzera sono stati l’ultimo atto.

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