Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Ravagnese / Via Abate Sant'Elia, 42

"Topi e vermi che sguazzano tra i rifiuti", monta la rabbia dei cittadini di via Abate S. Elia

I residenti del quartiere di Ravagnese hanno inviato una lettera al sindaco Falcomatà e all'assessore Brunetti per la rimozione immediata delle discariche presenti sulla strada

I rifiuti abbandonati sulla strada

Micro discariche di fronte alle abitazioni. Topi, insetti e vermi "banchettano" ovunque mentre le esalazioni malsane avvolgono il territorio di Ravagnese. Il malumore dei cittadini di Reggio Calabria è ormai al limite della sopportazione e il coro dell'indignazione sale unanime nei diversi quartieri della città, invasa dal degrado e dall'immondizia.

Un gruppo di residenti di via Abate S. Elia, civici 42 e 44, hanno deciso di prendere carta e penna e scrivere al sindaco Giuseppe Falcomatà. Gli abitanti della zona chiedono la rimozione delle due discariche presenti perchè "la situazione non è più tollerabile". Reggio, considerata la gravità dell'emergenza sanitaria, "rischia di affondare completamente".     

Ecco la lettera integrale che i cittadini hanno inviato al primo cittadino:

"Nel mese di dicembre era stata richiesta telefonicamente all’Ufficio Ambiente la rimozione di due micro discariche in via Abate S. Elia n. 44, 44bis e 42. Ai successivi contatti telefonici era stato riferito che “per ora il conferimento è bloccato”, ma che l’intervento sarebbe stato previsto al più presto. Abbiamo atteso pazientemente confidando nell’Istituzione pubblica, poiché crediamo nella presenza dello Stato, tuttavia, ahimè, nulla è accaduto.

Si è provveduto il 12 gennaio ad inviare lettera di richiesta scritta per la rimozione delle medesime e sono seguìti diversi solleciti telefonici a causa della mancata rimozione delle medesime: la risposta da parte degli impiegati, per altro gentili, è stata la medesima.

Siamo a fine gennaio: è trascorso un mese e mezzo circa dai primi solleciti e nulla si muove, se non i pacchi di spazzatura lanciati da varie parti nei due punti, per cui le micro discariche si sono trasformate in discariche vere e proprie. Oggi ci troviamo costretti a dover ricorrere ai media per sollecitarne un intervento tempestivo a causa delle esalazioni che emanano tali rifiuti, da non permettere di respirare; lo “squittìo” che si ode la sera quando si parcheggiano le auto - che potrebbe suggerire un quadretto poetico naturale rilassante e paradisiaco - altro non sono che topi sempre più numerosi che sguazzano tra i rifiuti alla ricerca di cibo con rischio di morsi e infezioni gravi.

Le condizioni purtroppo peggiorano giorno per giorno a causa del maleducato comportamento menefreghista e poco intelligente di alcuni cittadini che passando sulla strada si sono ormai specializzati nel lancio creativo…in alto, laterale, ma anche dall’interno della propria auto di buste piccole, medie e grandi compreso gabbie, materasso matrimoniale e ferri vari.

A costoro chiediamo che rispetto hanno dei loro figli e della natura, perché è ai loro figli che stanno togliendo un’aria sana da respirare e una bellezza paesaggistica urbana decorosa da godere, oltre che consegnare loro un pessimo insegnamento civico: essendo città a vocazione turistica e non industriale potremmo avere l’aria e il paesaggio meno inquinati d’Italia forse….

E invece… Sig. Sindaco, Assessore e collaboratori al ramo, noi comprendiamo la difficoltà del momento, apprezziamo lo sforzo di mantenere la raccolta differenziata lì dove viene praticata, tuttavia non potete pretendere di lasciarci vivere quotidianamente in tali condizioni. Dispiace ancor di più notare come il centro storico e in particolare Palazzo S. Giorgio e dintorni vengano ben curati e ‘lucidati’ continuamente, mentre le periferie stanno affondando sempre di più.

Il progetto relativo alla raccolta rifiuti che l’assessore al ramo Brunetti promette, è sicuramente molto
interessante, tuttavia avviarlo nel mese di luglio, quando la temperatura raggiunge i 30°-40°, è inammissibile, salvo ulteriori slittamenti o a costituire un’ulteriore promessa mancata dopo quella di apertura della discarica di Melicuccà in ottobre.

Intanto fino a luglio cosa dovremmo fare noi cittadini? Mettere le maschere da sub e fare slalom tra un rifiuto e l’altro? A completare il quadro, infine, viene preteso il pagamento del saldo della Tari, oltre ai tributi esorbitanti richiesti sulla spazzatura, già in essere, a carico dei cittadini".

E, ancora continua la lettera: "Sig. Sindaco, comprendiamo le difficoltà, tuttavia occorre trovare una soluzione immediata, rimboccarsi tutti le maniche, creare lavoro proprio a partire dalla raccolta differenziata e dai depuratori e operare per un programma orientato fin da subito ad una economia circolare che entri nell’ottica dei ‘Rifiuti Zero’ che sensibilizzi i cittadini alle conseguenze dei loro atti vandalici.

Fintanto che i cittadini verranno abbandonati a se stessi, lasciati in tali condizioni, nella non conoscenza, nello scoraggiamento e menefreghismo rispetto alle conseguenze sanitarie apportate da questo inquinamento nei vari quartieri, la natura continuerà ad essere deturpata, i danni economici incalcolabili, le potenzialità di questa città abortite, e Reggio Calabria sarà destinata ad affondare completamente: si restituirà solo tristezza soprattutto ai bambini già abbastanza provati di fronte a tale pandemia.

Si auspica vivamente che si inizi subito un programma sostenibile, ben strutturato a lungo termine e non come soluzione tampone. Pena: infezioni ed epidemie, che andranno ad aggiungersi alla pandemia già in atto, oltre ai danni economici già in essere, moltiplicati a livello turistico, che questa città sta già pagando. Il quartiere di S. Elia è proprio di fronte all’aeroporto: che pessima figura!

Una situazione di tal genere non è più tollerabile. Pertanto chiediamo di intervenire tempestivamente la rimozione delle due discariche perché solo …”la Bellezza salverà il mondo” (Fedor Dostoevskij) e la nostra città".

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