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Giovedì, 19 Maggio 2022
La proposta

Una via cittadina da intitolare alle "Vittime dell'amianto"

La soddisfazione del consigliere delegato Merenda: "Recuperare la memoria di chi ha pagato con la vita l'esposizione all'amianto"

"Si è incardinato l'iter per l'intitolazione di una via cittadina alle vittime dell'amianto. Era un atto dovuto per l'amministrazione comunale che, negli anni, ha sempre dimostrato grande sensibilità rispetto a temi così delicati e per i quali, in molti, hanno sofferto e continuano a soffrire".

Il consigliere delegato all'Arredo urbano, Massimiliano Merenda, commenta l'esito "estremamente positivo dell'ultima commissione ambiente, la cui presidente, la consigliera Nancy Iachino, cui va il mio più sentito ringraziamento, ha inteso audire il presidente della Commissione Toponomastica, Domenico Cappellano, ed il referente reggino dell'Osservatorio nazionale Amianto, Massimiliano Alampi".

Merenda ha, dunque, parlato di "un incontro proficuo, pacato ed estremamente utile, durante il quale, con piena coscienza e partecipazione da parte di ogni singolo commissario, sono stati raccolti gli spunti offerti dal Alampi e, al tempo stesso, si è registrata l'importante condivisione del presidente Cappellano". 

"Come ribadito in sede di commissione - ha continuato il consigliere comunale - Reggio, negli anni, ha pagato un prezzo altissimo in termini di vittime e di malati da esposizione all'amianto. Al sacrificio di chi ha subito in prima persona gli effetti nefasti del proprio lavoro, è costantemente rivolto il nostro pensiero. Anche per questo, non poteva certo cadere nel vuoto il grido di dolore dell'Osservatorio e di tante famiglie che hanno patito la perdita dei propri cari". 

"L'intitolazione di un via - ha concluso Merenda - è sicuramente un atto simbolico, ma serve a ricordare quanti hanno sofferto e soffrono per aver contribuito a migliorare il tessuto urbano e produttivo cittadino. Sarà un monito, invece, per le nuove generazioni affinché facciano tesoro delle fatiche e dei dolori dei loro padri. Il lavoro è vita e non deve più essere strumento di morte. Questo è uno degli impegni che deve spingere noi amministratori a non abbassare mai la guardia rispetto a questioni tristi e ancora tremendamente attuali".

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