Lunedì, 15 Luglio 2024
La vicenda / Villa San Giovanni

Neonato morto a Villa San Giovanni, Caminiti: "La magistratura ha dato il via libera alla sepoltura"

La sindaca ha da poco ricevuto il nulla osta. La salma del piccolo è ancora al Grande ospedale metropolitano. Per lui non ci saranno i funerali ma solo la benedizione

È arrivato sulla scrivania della sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, il nulla osta della magistratura per il piccolo neonato morto e abbandonato sugli scogli domenica scorsa. 

"Noi come Comune manteniamo l'impegno preso appena saputa la notizia, - spiega a ReggioToday la sindaca Caminiti - e siamo disposti a farci carico della sepoltura del piccolo. Un impegno preso quando nessuno immaginava questa triste storia. Adesso però, noi come Amministrazione comunale, dobbiamo confrontarci con i parenti del neonato morto. Ci sono i nonni della ragazza-madre e altri parenti. Noi rispetteremo le loro volontà, fermo restando la nostra disponibilità a seppellirlo qui a Villa San Giovanni, ma potrebbe esserci anche la decisione dei familiari di seppellirlo altrove".

"Adesso come Comune, - prosegue - ci troviamo anche davanti ad un'altra difficoltà: la registrazione della nascita di questo bambino. Al momento dobbiamo leggere le carte che ci saranno consegnate dal Grande ospedale metropolitano, dove ancora c'è la salma del piccolo e dove è stata eseguita l'autopsia. 

Da lì uscirà con un certificato di morte e dobbiamo capire se gli è stato dato un nome e se ha preso il cognome della madre. Tutti aspetti amministrativi che ancora non sappiamo ma che sono importanti".

"Sono ore difficili - sussurra la sindaca - e anche noi, come comunità, siamo turbati. Ho parlato personalmente con il parroco della Chiesa Madonna delle Grazie di Pezzo, Salvatore Paviglianiti e mi ha spiegato che per i piccoli neonati non si celebra un funerale, ma c'è solo la benedizione della salma. Don Salvatore proprio domenica appena è stato trovato il corpicino del piccolo, prima che fosse portato via, ha voluto benedirlo". 

"Certo adesso i familiari, se vorranno, potranno far celebrare una messa. Ancora non ci sono decisioni prese ed è tutto ancora da definire. Noi, come Comune siamo pronti a fare tutto ciò che serve per il piccolo".

Intanto in queste ore la ragazza-madre è in una località protetta dove verrà assistita per superare, non solo fisicamente, quanto successo.  Si complica invece la posizione della donna, quarantenne, madre della giovane minore. Da quanto è emerso dall'autopsia sul corpo del neonato, sarebbe nato vivo e poi morto soffocato: nei suoi piccoli polmoni c'era infatti tracce di aria. 

La donna è indagata in relazione al delitto di infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale. La donna è madre di altri 3 figli: separata (l'ex marito vive al Nord), da qualche tempo convive con un uomo di origini maliane che fa il cameriere, anche lui sentito dagli inquirenti.

Adesso gli investigatori stanno cercando di capire se questa donna ha fatto tutto da sola, aiutando la figlia a partorire per poi disfarsi del neonato, oppure se ci sono altri complici.

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