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Giovedì, 8 Dicembre 2022
L'appello

Violenza sulle donne, Nasone invoca l'intervento del Consiglio regionale

Chiesto al presidente Mancuso il varo di una legge che sia in grado di costruire un "sistema di protezione delle donne vittime di violenza  più organico, efficiente e capillare"

Mario Nasone, coordinatore uscente dell’osservatorio regionale sulla violenza di genere, chiede al Consiglio regionale di varare una nova legge che sia in grado di “costruire un sistema di protezione delle donne vittime di violenza  più organico, efficiente e capillare” e di nominare il nuovo osservatorio.

Nasone Mario-2L’appello di Mario Nasone (nella foto) trova spunto nell’ultimo femminicidio che si è registrato in Calabria, a Scalea per la precisione. “Una spirale di sangue - scrive - che non accenna a fermarsi ed a creare  altre vittime compresi gli orfani di femminicidio o di violenza assistita. Un dato che viene confermato anche dalla testimonianza di  Maria Antonietta Rositani, che questa violenza l’ha subita in prima persona, la quale  riceve decine di chiamate, anche di notte, di donne che subiscono violenza ma che hanno paura di denunciare anche per mancanza di fiducia sul sistema di tutela vigente a loro protezione. Una realtà drammatica che deve scuotere le coscienze di tutta la comunità e  che deve essere accolto  in particolare dalle Istituzioni”.

Per questo, per Mario Nasone “Il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso dimostrando sensibilità su questo tema, subito dopo il suo insediamento,  ha incontrato il coordinatore uscente dell’osservatorio ed  ha avuto puntuali  resoconti sulla attività svolta, sulle criticità e sulle proposte per intervenire su questo fenomeno”.

Un fenomeno che, per Nasone, deve essere affrontato attraverso interventi non emergenziali ma strutturali ed in particolare “con l’approvazione di una legge regionale in grado di costruire un sistema di protezione delle donne vittime di violenza  più organico, efficiente e capillare, attraverso adeguati  stanziamenti nel bilancio regionale e con l’utilizzo di fondi comunitari, il  rafforzamento della rete dei centri antiviolenza attivandoli in tutti gli ambiti territoriali inter-comunali attraverso la garanzia dell’accreditamento e di finanziamenti stabili”.

Ma non solo, per Nasone serve anche: l’aumento della case rifugio secondo un criterio di densità di popolazione e di competenza dimostrabile con esperienza, l’attivazione in tutti i presidi ospedalieri dei percorsi rosa per le donne vittime di violenza con la formazione degli operatori congiunta in accordo con il dipartimento salute per l’attuazione delle linee guida aziendali come da decreto legge numero 24 pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 gennaio 2018 e la raccolta dati con i codici previsti per l’Istat, previsioni di progetti d’intervento sui maltrattanti in particolare all’interno delle carceri e apertura in tutta la regione di Centri di assistenza maltrattanti, il potenziamento delle misure per garantire con tempestività il sostegno alloggiativo ed economico alle donne che denunciano e a quelle che escono dalla case di accoglienza per dare loro autonomia.

“Il Consiglio regionale - conclude Nasone - per avere una fotografia aggiornata del fenomeno in Calabria  deve  quindi procedere alla nomina ed all’insediamento dell’osservatorio regionale in tempi brevi per dargli il tempo per potere produrre risultati, prevedendo la nomina di soggetti esperti nel settore e disponibili ad un servizio gratuito”.

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