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"Una stanza tutta per sé" contro la violenza di genere anche in città | VIDEO

Inaugurata presso la sede del comando provinciale dell'Arma in collaborazione con l’associazione Soroptimist Italia. Dal 2017 è operativa anche a Locri

 

Nella giornata di ieri, presso il comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, è stata inaugurata, in collaborazione con l’associazione Soroptimist reggina, “Una stanza tutta per sé”,  già realizzata nel 2017 anche all’interno del comando gruppo carabinieri di Locri.

L'obiettivo è quello di sostenere la donna nel delicato momento della denuncia delle violenze subite e nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona in un “luogo sicuro, protetto, dove le vittime di violenza possono parlare senza paura di ogni loro preoccupazione”.

Il club di Reggio Calabria, presieduto dalla dottoressa Francesca Crea Borruto, nato il 24 aprile 1966 è il 36° dell’Unione Italiana e nell’arco dei 54 anni ha realizzato numerosissime e significative iniziative anche nell’ambito dei progetti nazionali, tra cui, “l’Aula di ascolto protetto” presso il Tribunale per i Minorenni, la Ludoteca “Spazio libero” per i bambini delle detenute nella Casa circondariale, la donazione al Gom per l’attuale emergenza pandemica di presidi di protezione individuale e apparecchiature sanitarie unitamente ad altri Club service e Associazioni cittadine, “La Camminata Silenziosa” per sensibilizzare al rifiuto della violenza sulle donne e “Una Stanza tutta per sé”.

Il titolo di quest’ultimo progetto, mutuato da un saggio di Virginia Woolf, ha lo scopo di sostenere la donna
nel delicato momento della denuncia delle violenze subite e nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona.

La stanza per le audizioni

L’aula per le audizioni vuole creare, infatti, un ambiente che aiuti la donna a un incontro meno traumatico con gli investigatori, che la faccia sentire accolta e ascoltata, che le faccia percepire l'attenzione che si ha per i suoi gravi problemi.

Per questo sono state stabilite delle linee guida per l’arredo che tengono conto della psicologia dei colori e delle immagini. La stanza è, inoltre, dotata di un sistema audio video per la verbalizzazione computerizzata che evita alla vittima più momenti di testimonianza e che può servire per la fase processuale successiva.

Le indagini statistiche italiane ed europee evidenziano la bassa percentuale delle donne vittime di violenza che denunciano e uno degli obiettivi di questa iniziativa è proprio quello di far emergere il sommerso, incoraggiandole a rivolgersi alle forze dell'ordine.

Le cause del fenomeno possono essere molte, ma certo l’ambiente protetto e accogliente aiuta la vittima a voler raccontare aspetti intimi della sua sofferenza. L’aula per le audizioni vuole creare, infatti, un ambiente che aiuti la donna a un incontro meno traumatico con gli investigatori, che la faccia sentire accolta e ascoltata, che le faccia percepire l'attenzione che si ha per i suoi gravi problemi.

Dopo il progetto iniziale avviato nel 2015, l’anno scorso la presidente nazionale Mariolina Coppola ha sottoscritto con il comandante generale dei carabinieri Giovanni Nistri un nuovo formale protocollo finalizzato a disciplinare l’attività di collaborazione nell’ambito del progetto e le linee guida per l’allestimento delle stanze. Un aspetto non trascurabile riguarda l’esigenza di diffondere tra il maggior numero possibile di donne la notizia dell’esistenza delle aule, di dove si trovano, di come raggiungerle e, anche, delle immagini fotografiche delle accoglienti stanze protette.

La casistica dei casi riscontrati, fa ben comprendere quanto risulti sempre di fondamentale importanza un tempestivo intervento per una rapida risoluzione delle violenze di tale specie, grazie alla sempre più crescente fiducia riposta nell’Arma dei carabinieri da parte delle vittime.

Il Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, inoltre, con l’introduzione della legge numero 69 del 2019, cosiddetta “Codice Rosso” e le linee guida redatte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha pianificato un protocollo operativo affidato ad una specifica rete di militari selezionati e coordinati dal responsabile della polizia giudiziaria a livello locale, che si identifica nel comandante del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri competente per territorio del fatto reato.

Questa rete di “Supporto anti violenza”, per la quale sono stati privilegiati militari di sesso femminile e/o comunque militari particolarmente sensibili al fenomeno della violenza di genere, ha approfondito e sviluppato il predetto protocollo attraverso la stesura di alcuni formulari e verbali al fine di essere tempestivi e completi in relazione al primo intervento e alla trattazione della comunicazione di notizia di reato da inviare all’autorità giudiziaria.

L’iniziativa è finalizzata ad accogliere in maniera idonea chiunque abbia bisogno d’aiuto, essendo state diramate a tale scopo, apposite direttive ai nostri carabinieri nell’approccio comunicativo e nel primo ascolto della vittima, soprattutto in relazione all’empatia emotiva necessaria per far esternare e precisare alla persona offesa di un grave delitto, circostanze e dettagli sempre non certo facili da ricordare. Il messaggio che deve arrivare alle vittime è che esistono persone e luoghi pronti ad ascoltare le loro sofferenze e a intervenire per proteggerle.

L'iniziativa del Soroptimist Reggio Calabria

Un aspetto non trascurabile riguarda l’esigenza di diffondere tra il maggior numero possibile di donne la
notizia dell’esistenza delle aule, di dove si trovano, di come raggiungerle e, anche, delle immagini fotografiche delle accoglienti stanze protette.

Il messaggio che deve arrivare alle vittime è che esistono persone e luoghi pronti ad ascoltare le loro
sofferenze e a intervenire per proteggerle. A questo scopo il Soroptimist nazionale ha predisposto, fin dal 2016, una mappa interattiva dell’Italia sul proprio sito web alla quale si può accedere, anche, dal sito web del Comando generale dei Carabinieri nella parte “Servizi per il cittadino”.

La mappa riporta tutti i dati necessari per individuare la localizzazione di Una stanza tutta per sé cioè le città ove è presente, l’indirizzo della Caserma o della Questura di riferimento. Finora sono state realizzate 171 Stanze in tutta Italia, tra cui quella presso il Comando gruppo dei carabinieri di Locri, inaugurata il 24 maggio 2017.

L’ inaugurazione di ieri della “Stanza”, presso il Comando Provinciale di Reggio Calabria è stata la seconda realizzata dal Club Soroptimist, dopo quella di Locri inaugurata tre anni fa. La stanza ha un accesso che può evitare il passaggio della vittima dagli uffici di polizia; gli arredi sobri e gradevoli tendono a favorire il contatto e la comunicazione piuttosto che la distanza ed è stato allestito pure
un angolo con mobiletti colorati e giochi per i bambini che eventualmente saranno con le mamme.

L’elemento che caratterizza questa Stanza è l’opera metallica , alla cui ideazione ha contribuito il presidente dell’associazione, Francesca Crea assieme al penalista, professore Bruno Enzo Muscatiello che ne ha poi fatto dono, realizzata artigianalmente con la dicitura “Non più sole” e con un originale logo che rappresenta un profilo stilizzato di una donna che si abbraccia, finalmente si vuole bene e acquisisce la consapevolezza che non avrà più nulla da temere perché è in buone mani e perché ha trovato il necessario sostegno: è un messaggio che ogni mamma , moglie o figlia, trovandosi nella stanza e alzando gli occhi, vedrà dinanzi a sé quando avrà avuto il coraggio di ribellarsi ai maltrattamenti e di salvarsi, così, la vita.

L’allestimento è stato curato dalla presidente Incoming ingegnere Olga Spanò e dalla past president professoressa Milena Vecchi - che aveva realizzato la Stanza presso la compagnia carabinieri di Locri, mentre i quadri sono stati dipinti e donati dalla professoressa Mimma Galluso. "Se anche una sola donna si sarà ribellata alzando la testa e ritrovando così la propria dignità, avremo sicuramente realizzato qualcosa di importante".

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