Sanità

Visite medico sportive negate e centralino Cup irraggiungibile, la salute è solo a pagamento

Nella provincia reggina un solo ufficio per l'idoneità allo sport dei ragazzi, e le prenotazioni sono sold out fino al 2024. Ma non è l'unico disservizio

Con la ripresa delle attività sportive giovanili, la brutta sorpresa denunciata sui social dall'imprenditore reggino Fabio Bensaja è stata sperimentata in questi giorni da tante famiglie della città. I ragazzi dai 12 ai 18 anni che praticano sport, con richiesta delle società e prescrizione del medico di base, possono infatti sottoporsi gratuitamente presso il servizio pubblico alla visita che attesta lo stato di salute idoneo per allenamenti e soprattutto gare. 

Nell'intera provincia, l'unico ufficio dell'Asp dove è possibile essere visitati è quello di medicina dello sport a Reggio Calabria, e qui confluisce l'enorme mole territoriale di utenti della fascia d'età interessata all'esenzione. Ma anche qui le cose non sono diverse da quanto accade nella drammatica consuetudine delle prenotazioni nella sanità calabrese: persino per una visita medico sportiva bisognerebbe organizzarsi con anticipo. Di mesi, almeno quattro. A Bensaja (e non è il solo) è stato infatti risposto che l'ufficio è sold out fino a dicembre e solo a fine anno si potrà provare a prenotare, ovviamente per il 2024. va bene, tutto pieno. Ma perché non si può accedere alle prenotazioni ora, portandosi avanti? La risposta, contenuta nel post dell'imprenditore sulla sua pagina Facebook ha dell'incredibile: "A Reggio Calabria non è possibile usufruire del servizio pubblico per tutto il 2023 per fare un certificato medico sportivo per un ragazzino che vuole fare agonismo; la risposta è che è tutto esaurito e per il 2024 ancora non è possibile prenotare in quanto non hanno l'agenda dell'anno prossimo, che non è ancora disponibile!"

A farne le spese (nel senso vero della parola) sono le famiglie, costrette a rivolgersi alle strutture private. Lì il costo di quegli esami che con prescrizione medica si pagherebbero circa 7 euro lievita fino a 60-70 euro. Ma i genitori quei soldi decidono di spenderli, perché altrimenti ai figli sarebbe negata ogni attività sportiva, per la cui sicurezza è necessario certificare l'idoneità fisica. 

Bensaja nel video

In un video, mettendoci la faccia, Fabio Bensaja non le manda a dire: "A proposito di diritto alla sport, segnalo ai tanti politici che si riempiono la bocca con palestre, nuove strutture e tante cose che non vedremo mai, che nell'unico punto dove è possibile fare i certificati medici a Reggio, ti dicono che non è possibile. Va bene così, qui facciamo tantissimo sport, anzi no, la verità è che qui si fa politica per sport".

Tra agende inesistenti e la app che rimanda a sedi dove quella visita non si fa più

Dopo la segnalazione di Bensaja, prima di arrenderci all'evidenza della situazione (tra colleghi, amici e famiglia, conosciamo tanti ragazzi che ci dicono di avere lo stesso problema), abbiamo provato ad aggirare l'ostacolo prenotando la visita attraverso l'app del Cup sanitario lanciata dal governatore Roberto Occhiuto con grande soddisfazione circa un mese fa. Un servizio che altrove è "normale", aveva spiegato il presidente, ma che qui arriva con anni luce di ritardo ma finalmente c'è. E ci permetterà di evitare code e fastidi, prenotando le visite da casa. In questo caso però è forse meglio tornare al passato e telefonare, perché inserendo i dati richiesti la app ci manda a Polistena. Esito non brillante, e questo lo sapevamo già - purtroppo la app utilizza un sistema automatico che rinvia a tutte le sedi disponibili, anche lontane chilometri dalla propria residenza. E chi ha un'urgenza si rassegna alla seccatura di una trasferta pur di effettuare visite specialistiche e diagnostiche nel più breve tempo possibile. Ma in questo caso c'è il piccolo particolare che in quelle sedi Asp non si fanno visite medico sportive, tutte convogliate nell'ufficio reggino di via Fiorentino. Perché dunque la app ci prenota lì?

Stranezze, come quella del centralino regionale del cup che non risponde mai. Nell'ufficio asp di via Sbarre centrali in cui si eseguono le vaccinazioni obbligatorie c'è il solito via vai di persone e tanti bambini con i loro genitori. I medici allargano le braccia, tra imbarazzo e stanchezza di rispondere alle stesse domande: "Di persona noi non possiamo prenotare, continuate a telefonare...chiamate la mattina presto e prima delle 9, provate tante volte". Sembra la scena di un film comico, invece purtroppo è la realtà.

Ma nel magico mondo della sanità calabrese l'alternativa c'è sempre, e si chiama privato. In questo caso le farmacie, che al costo di 2,50 euro a prenotazione tolgono l'utente dall'impaccio. Paradossalmente il male minore rispetto alla totale impossibilità di contattare il cup telefonico, ma anche quella è utopia, perché i tempi d'attesa sono biblici. E per alcuni malati è proprio il tempo il lusso che non possono permettersi e rischia di valere la vita. Ovviamente il cup telefonico non risponde neanche se si dovesse spostare o annullare un appuntamento. Così l'utente torna in farmacia, pagando di nuovo anche lo spostamento di data. 

L'imprenditore Bensaja: "Il diritto costituzionale allo sport è negato a chi non può pagare"

A proposito delle visite del medico dello sport, nel dibattito suscitato sotto il suo post Bensaja commenta: "Nella Costituzione è scritto che la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme... quindi, qualora un ragazzo abbia genitori non in grado di pagare il certificato, quel ragazzo non può godere di un diritto costituzionale, o sbaglio? La Costituzione anche in questo caso non si applica ai nostri ragazzi e sul nostro territorio. Per i giovani l'attività sportiva è essenziale per la formazione, a meno che non vogliamo un branco di campioni virtuali da PlayStation con la schiena curva... quindi, a questo diritto, se uno ha genitori che non guadagnano abbastanza da pagargli il certificato, non possono accedere tutti... e purtroppo di famiglie che non possono spendere 50 o 70 euro in città ce ne sono". 

Una sintesi esauriente ed amara dello stato delle cose è nelle parole, di chi, riferendosi alla rivoluzionaria app di Occhiuto, per non piangere ironizza: "Se la usi ti dirà che il posto disponibile per la visita è nel 2043 o domani a pagamento nello studio privato".

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