Domenica, 19 Settembre 2021

"Dal Dietrofront al Waterfront", il centrodestra "inaugura" simbolicamente la grande opera |VIDEO

I rappresentanti di alcuni partiti e movimenti si sono dati appuntamento nel piazzale del Lido comunale. Gli organizzatori: "Un gesto che non ha come obiettivo la rivendicazione della paternità del progetto"

Evento simbolico del centrodestra al cospetto della scalinata del Waterfront. Ieri mattina i rappresentanti dei partiti e dei movimenti Reggio70, Lega, Unione di centro, Cambiamo con Toti, Fiamma Tricolore, AmaReggio Stanza 101, Reggio Futura, Nuova Italia unita, Ancora Italia e Nfp, si sono dati appuntamento nel piazzale del Lido comunale e con tanto di taglio del nastro hanno dato il via all'iniziativa "Dal Dietrofront al Waterfront", moderata dal giornalista Antonio Virduci.  

"Con l’annuncio in Consiglio Comunale del (ri)finanziamento del Museo del Mare, Falcomatà si è reso protagonista di una giravolta degna dei migliori acrobati circensi trasvolando dal “dietrofront” al “Waterfront”. Oggi siamo qui per compiere un gesto simbolico, che non ha come obbiettivo la rivendicazione della paternità del progetto, in quanto l’opera di Zaha Hadid, è divenuta il simbolo della progettualità del Centro Destra reggino, ovvero di quella comunità che aveva una visione di città, che aveva individuato nella vocazione turistica di Reggio il principale volano di sviluppo socio economico".

E' quanto spiegano in una nota congiunta i rappresentanti politici che aggiungono: "Non dobbiamo rivendicare nulla perché,i patetici espedienti e le eclatanti menzogne di Falcomatà, non possono scalfire la paternità di un’opera certificata da atti e azioni amministrative incontrovertibili, che hanno ottenuto unanime consenso a livello internazionale, fin da quando, nel 2009, venne presentato il progetto nella sede dell’Ambasciata Italiana di Londra. Un consenso ed un prestigio che purtroppo è stato infranto da Falcomatà, quando, nel 2015, appena eletto, ha annunciato la scellerata decisione di rinunciare al progetto suscitando discredito e unanime dissenso nel mondo culturale, politico ed istituzionale". 

Oggi siamo qui a rappresentare la forte preoccupazione per il delicato percorso che la città dovrà intraprendere nell’affrontare la ripresa post Covid, una fase epocale nella quale si dovranno gestire le cospicue risorse della Recovery Fund. Ci preoccupa il destino della nostra città, rasa al suolo dalla inettitudine, umiliata dall’arroganza e dalla presupponenzadi una Amministrazione che non ha saputo garantire le quotidiane azioni amministrative, che ha azzerato i servizi pubblici essenziali, conducendo Reggio e la sua comunità in uno stato di degrado mai raggiunto.

Come potrà questa Amministrazione governare una fase cosi delicata considerato che in sette anni ha dimostrato il peggio di sé proprio nella gestione delle opere pubbliche, affossando il Decreto Reggio, gettando al vento centinaia di milioni di finanziamenti già stanziati per il Waterfront, i piani della mobilità e della depurazione, il Palazzo di Giustizia, non riuscendo ad incidere su un apparato burocratico oppressivo ed inefficiente. Ma soprattutto ci domandiamo chi sarà chiamato a programmare e gestire le ingenti risorse del Recovery Fund considerato che tra qualche mese l’Amministrazione Comunale potrebbe essere decapitata a causa della sentenza del processo Miramare se non addirittura sciolta per la vicenda dei brogli elettorali".

"Rispetto a questo scenario - si conclude la nota - nessuno dovrà far finta di niente o rimanere nell’oblio e nella rassegnazione. Occorre che l’intera comunità si mobiliti, che le associazioni di categoria, i rappresentanti politici ed istituzionali si assumano le rispettive responsabilità, assumendo le necessarie iniziative affinché non si perda quella che, a tutti livelli, è considerata l’occasione storica per la rinascita del nostro Paese. Noi per Reggio ci siamo sempre spesi e non ci tireremo indietro".

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