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Operazione "Waterfront", chiesto il processo per il deputato della Lega Furgiuele

L'udienza preliminare si terrà presso l'aula bunker di Reggio Calabria il prossimo 11 aprile

Avrà inizio il prossimo 11 aprile, nell’aula bunker di Reggio Calabria, l’udienza preliminare relativa al procedimento “Waterfront” che vede indagate 50 persone. Tra queste anche imprenditori e pubblici ufficiali tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. 

Tra gli imputati anche il deputato della Lega Domenico Furgiuele, accusato di turbativa d’asta in concorso per avere turbato una gara d’appalto avente ad oggetto “Lavori di realizzazione di un eliporto a supporto dell’ospedale di Polistena Santa Maria degli Ungheresi”.

L’operazione Waterfront è scattata il 28 maggio 2020 e ha portato a 63 misure cautelari. Secondo l’accusa, l’indagine prende di mira un cartello illecito composto da molteplici imprese, capace di aggiudicarsi – attraverso turbative d’asta aggravate dall’agevolazione mafiosa – almeno 22 gare ad evidenza pubblica, in sistematica frode ai danni della Regione Calabria e della Comunità europea.

La procura di Reggio ha individuato 15 persone offese: l’Anas, La Regione Calabria; i Comuni di Reggio Calabria, Gioia Tauro, Rosarno, Siderno, San Giorgio Morgeto, Galatro, Dragoni (Grotteria), Maropati, Gerace, Polistena, Drosi, Seminara e, infine, Il Parco nazionale d’Aspromonte.

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