Zona rossa, i cittadini promuovono marcia pacifica e la politica si prepara alla guerra

L'iniziativa è nata e cresciuta sui canali social, gli stessi dai quali il consigliere regionale della Lega Tilde Minasi scrive: "Ora è guerra" e Angela Marcianò chiede ai politici di fare pressione sul Consiglio dei ministri

Da domani scatteranno le restrizioni della zona rossa

Una marcia pacifica è stata promossa oggi a Reggio Calabria per protestare contro la zona rossa stabilita ieri dal governo per la Calabria. L'appuntamento è fissato alle 18:30 a piazza De Nava, il corteo si sposterà poi verso piazza Italia e la Prefettura.

Nell'appello alla cittadinanza è evidenziato che "la zona rossa ordinata dal presidente Conte non fosse assolutamente necessaria. Non saranno ammesse strumentalizzazioni politiche di nessuna natura, solo bandiere tricolori e amaranto (colore della città di Reggio Calabria, ndr), i politici di qualunque schieramento sono pregati di astenersi o, se vorranno esserci, di partecipare da semplici cittadini". Secondo gli organizzatori, che hanno lanciato l'iniziativa tramite più piattaforme social, si tratta di un "lockdown inventato. Il popolo Reggino e tutta la Calabria vogliono la loro giusta libertà”.

Sei i cittadini promuovono una marcia pacifica, la politica regionale, quella che governa la Regione, è pronta a scendere sul campo di battaglia.

“Ora è guerra!”, questa l’esclamazione di Tilde Minasi, consigliere regionale della Lega, postata sulla pagina social. “Questo - scrive - non è il momento delle accuse o delle primogeniture. Questo non è il momento degli elenchi delle cose fatte o da fare. Questo è il momento dell'orgoglio per fare sentire la nostra voce. Come classe politica, come rappresentanti di una coalizione che da mesi esprime tutte le perplessità sulla gestione dell'emergenza sanitaria, non possiamo accettare l'inerzia del Governo sulle azioni da intraprendere in particolare sulle strutture ospedaliere e sul personale. Noi non staremo in silenzio”.

Tilde Minasi, poi, chiama in causa tutti i calabresi: “Pretendiamo che la Calabria viva nelle condizioni che le spettano dal punto di vista sanitario, sociale ed economico. Non assisteremo inermi a decisioni altamente penalizzanti. Adesso è l'ora di dimostrare che il popolo calabrese è fiero e non remissivo. Per quanto ci riguarda stamattina faremo riunioni e incontri ad oltranza per intervenire a tutti i livelli su questa assurda situazione”.

Categorica anche Angela Marcianò, l’ex assessore comunale reggino che, come Tilde Minasi, affida ai social il suo sfogo sulla scelta del governo di stabilire la zona rossa per la Calabria.

“Non si uccide per proteggere - scrive la Marcianò - Una Regione svilita dalla cattiva politica non può essere “protetta” uccidendone definitivamente il tessuto economico e sociale. La chiusura precauzionale della Calabria non è giustificata dal numero dei contagi in aumento. Pertanto non ci  serve un’altra parentesi di immobilismo forzato e suicida. La chiusura è una soluzione peggiore del male perché non è una soluzione. Il Governo intervenga subito con aiuti mirati e concreti a partire dall’adeguamento delle nostre strutture sanitarie”. 

E, infine, la richiesta al mondo politico calabrese: “A tutti i nostri rappresentanti politici: Andate immediatamente a farvi ricevere dal Presidente del Consiglio e dai suoi Ministri. Statevene seduti dietro le porte delle loro stanze finché non arrivi il vostro turno. Confrontatevi seriamente su  proposte, istanze e soluzioni. Mentre vi battete seriamente per la sopravvivenza dei calabresi,  portate dentro di voi l’esasperazione  della nostra gente. E non ritornate in Calabria finché non riuscite ad ottenere qualcosa di buono per tutte le comunità che avete l’onore di rappresentare”.

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