Coronavirus, ordine del giorno del consiglio comunale: Asp sblocchi procedure assunzioni

Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà è stato delegato ad "attivare una sede stabile di confronto con le autorità di governo e regionale", bocciata la mozione della minoranza

Il consiglio comunale

Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà è stato delegato ad "attivare una sede stabile di confronto con le autorità di governo e regionale, affinché la struttura commissariale dell'Asp (commissariata dal ministero dell'Interno, ndr) sblocchi tutte le procedure di assunzione di personale sanitario e tecnico per potenziare gli organici".

Così dall'ordine del giorno approvato oggi dal Consiglio comunale, con i voti della maggioranza e di Saverio Pazzano e l'astensione, non senza polemiche, della minoranza. Nel documento di evidenzia, inoltre che, "a fronte delle 12 Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) per fronteggiare l'emergenza Covid", l'Asp reggina "ne ha costituite solo 6, pur disponendo di finanziamenti finalizzati".

Inoltre "non sono state realizzate le residenze Covid e non è stato potenziato il sistema di laboratori di Patologia clinica per il tracciamento sul territorio". Anche per questi interventi sono già previsti fondi specifici.

Durante la seduta straordinaria della massima assise cittadina, il consigliere Demetrio Marino aveva presentato un contro ordine del giorno da parte della minoranza sul tema Covid, in cui propone al consiglio comunale di impugnare il dpcm "con cui la Calabria è stata dichiarata zona rossa", per costituire poi un tavolo tecnico con il governo per uscire dalla classificazione di zona rossa. La mozione di Marino (Fratelli d'Italia), però, è stata bocciata dalla maggioranza. 

Nell'alternanza degli interventi tra maggioranza e opposizione, il consigliere Milia (capogruppo di Forza Italia) ha lamentato la mancanza di condivisione di costituzione della task force comunale: "modalità isolate", senza coinvolgimento delle minoranze nella formazione e proposta sebbene la mozione di costituzione della stessa fosse stata votata all'unanimità nel consiglio precedente.

Di pari tenore gli interventi di Filomena Iatì per la quale: "la mancanza di proposta e coinvolgimento nella costituzione della task force", di Demetrio Marino "nell'apprendere dell'attivarsi della task force solo dai mass media, sebbene frutto di una deliberazione votata all'unanimità dal consiglio nella prima seduta" e di Massimo Ripepi nel ribadire che "il consiglio comunale debba rimanere l'epicentro del funzionamento della stessa".

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