rotate-mobile
Martedì, 29 Novembre 2022
Cucina

Cucinati con la pasta o nella polenta, ecco la preparazione ideale dei "curcuci"

La Confartigianato Reggio Calabria ha diffuso alcune indicazioni precise su come poter mangiare i residui di carne rimasti nella "caddara"

Il cibo racconta i territori, così come il loro grado di consumo può indicare la strada verso cui è proiettata una determinatà comunità. Le ricette sulla preparazione delle pietanze più identitarie fanno sempre discutere e dibattere i cittadini su quali siano le scelte migliori da apportare. 

Questo è anche il caso dei cosiddetti curcuci, i residui accumulati nella "caddara", recipiente utilizzato per la preparazione delle tipiche frittole. In sintesi, si tratta di pezzi di carne con grasso, da raccogliere e gustare separatamente nel corso dell'anno. 

Possono essere utilizzati in diversi modi: per esempio, nell'uso più convenzionale, sulle bruschette al forno o per insaporire la pasta e fagioli. Un altro metodo diffuso suggerisce di far sciogliere i curcuci, piastrandoli con il pane di grano. 

Il consiglio per la preparazione

Recentemente, la Confartigianato Reggio Calabria è intervenuta in materia, condividendo su Facebook una spiegazione riguardante la loro "preparazione ideale".

"Appena tirati fuori dalla caddara, possono essere cucinati con spaghetti e peperoncino, per poi essere mangiati dopo le frittole - si legge nel post - nei giorni successivi è anche consigliabile friggerli con un uovo e poi inserirli nella polenta di broccoli". Prosegue il comunicato: "il loro sapore è gustabile insieme ai legumi o, dopo essere stati riscaldati nel forno, su una bruschetta". 

"Ovviamente, esistono diversi modi di preparazione anche nella tradizione di altre zone - specifica l'ente, in un commento - del resto parliamo di un cibo legato ai territori". 

A tal punto, la Confartigianato propone una differenziazione basilare rispetto alle frittole, ritenendo che - attualmente - quest'ultime "non si debbano accoppiare con altri alimenti, ma che vadano - invece - accompagnate solo con un po' di pane e vino rosso. Diversamente, in un tempo molto lontano, le stesse frittole venivano conservate nella cosiddetta sugna per poi essere conciliate insieme ad altri cibi". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cucinati con la pasta o nella polenta, ecco la preparazione ideale dei "curcuci"

ReggioToday è in caricamento