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Gusto e tradizione locale: ecco dove mangiare le frittole a Reggio Calabria

Alcuni riconducono la nascita di tale pietanza a tempi antichissimi. Una fiamma viva che torna ad accendersi in occasione della festa patronale, ma che è possibile conservare anche durante il corso dell'inverno

REGGIO CALABRIA - "Cu si marita godi nu iornu, cu mozzu porcu godi n'annu". Questo è il detto calabrese che - più di tutti - si addice alla tradizione legata alle frittole. Si tratta della pietanza ottenuta riscaldando le cosiddette "parti di scarto" del maiale, in un pentolone di rame stagnato chiamato "caddara"

Alcune fonti tramandate dalla tradizione locale, associano la nascita di tale cibo a tempi antichissimi, intorno all'anno 1000; da quanto emerso, infatti, le invasioni islamiche costrinsero i popoli calabresi a spostarsi dalle coste verso l'entroterra, e a conservare la carne di maiale utile per nutrirsi nel corso dei mesi più freddi. 

Nella tradizione reggina, le "caddare" si accendono nel sabato della Festa della Madonna della Consolazione - quindi (10 settembre 2022) -  avvolgendo tutta la cittadinanza in un momento di festa, tradizione, e di forte legame al territorio.

Non va dimenticato - tra l'altro - che le frittole sono inserite nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, come prodotto tipico calabrese. 

La preparazione: cosa sapere

Prima di procedere con la cottura, è importante precisare che la caddara deve essere rivestita - nella parte interna - del grasso di carne di maiale: per farlo, è consigliabile tagliarlo in pezzetti di piccole dimensioni e scioglierlo lungo tutta la superficie. Dopodiché si potrà cominciare ad inserire i pezzi di carne: partendo da i "gambuni" - ovvero la coscia - procedendo per le orecchie, la faccia, il muso, la lingua ecc.

La cottura - generalmente - varia in base alla quantità di carne che sarà inserita. Le "caddare" tipiche richiedono 6 ore.  In più, quelli che nel Reggino vengono chiamati "curcuci", ovvero i piccoli resti della carne riutilizzabili, al termine della cottura potranno essere raccolti dalla caddara e conservati. Seguendo a pieno la tradizione, durante l'inverno, si potranno tagliare a fette e mangiare da accompagnamento insieme ad altri alimenti; tra questi i legumi, le uova fritte e la cipolla. 

Dove mangiare le frittole

Con l'avvento della festa patronale quasi tutte le macellerie della città saranno pronte a deliziare i reggini proponendo tale pietanza. Come già specificato in un altro articolo, il Comune ha messo a disposizione un vero e proprio "Villaggio Degustazione" che si estenderà presso l'area limitrofa di Piazza Castello. 

Ma come fare a mangiare le frittole nel corso di tutto l'inverno? Dopo una ricera sul web, sono stati selezionate alcune realtà commerciali - tra le tante presenti nel territorio - presso cui rifornirsi.

Ecco quali sono alcune delle attività situate in città:

- Macelleria di Tripodi Giuseppe, in via Agamennone Spanò 47: attività gastronomica rinomata che, sui social, ha anticipato la realizzazione delle frittole in vista della festa patronale. 

- Macelleria Vincenzo Ripepi, in Via Nuova Modena 6. Tale attività - nella giornata di ieri - ha postato il seguente messaggio sulla propria pagina facebook: "La macelleria Ripepi ricorda che sabato 10 settembre, in onore della festa di Madonna, potrete ordinare frittole panini e salsiccia a volontà. Vi aspettiamo numerosi". 

- Macelleria Manazza Scirtò, in Via Aschenez 177/A: un altra realtà nota in città, che sicuramente si sarà attrezzata per far gustare ai propri clienti la pietanza tipica reggina. 

- Macelleria Bagnato: è una realtà ricca di una tradizione risalente al 1920 e poi tramandata con le generazioni. La macelleria Bagnato offre carni bovine, ovine e  suine, producendo - oltre alle tanto desiderate frittole - salumi e preparati di carne. Inoltre, possiede allevamenti di suini e bovini, e le carni fornite ai clienti  provengono tutte dai propri allevamenti. La macelleria si trova in Via Sbarre Centrali a Reggio Calabria. 

- Macelleria Malara di Francesco e Vincenzo: sempre in città, presso Viale Calabria 330, è collocata questa azienda, iscritta al Consorzio Carni Bovine Italiane garantite (Ccbi.), che produce esclusivamente le 5 razze italiane da carne amiche della salute: chianina, marchigiana, romagnola, maremmana e podalica.

Razze da sempre nutrite da foraggi naturali dei pascoli aziendali. La clientela - secondo quanto si legge sulla loro pagina facebook - potrà essere informata con precisione sulle caratteristiche del prodotto acquistato, attraverso uno speciale scontrino che raccoglie tutti i dati dei prodotti in vendita: su queste "carte di identità" il consumatore vedrà indicate la nascita, la razza, il nome dell'allevatore, il numero di riconoscimento dell'animale, la categoria d'appartenenza, la data e il luogo di macellazione del bovino.

- Macelleria Fratelli Richichi: una realtà esistente sin dal 1960 a Reggio Calabria, simbolo di storia e tradizione di un territorio. Non a caso un post del 7 maggio sulla pagina faceook afferma: "Ultima frittolata prima della lunga pausa estiva", testimoniando il fatto che realizzano la squisita pietanza calabra. "Si sente che le carni sono di proprio allevamento; la qualità è tutta certificata e si sente che la provenienza è quella degli allevamenti calabresi", raccontano i clienti sulle piattaforme social. La macelleria si trova presso la Strada Statale 18 IV Tratto, 126. 

- Trattoria supra e sutta: è situtata a Cardeto in Via Milite Ignoto 18, e funge - anche - da ristorante, pizzeria e B&B. "Gestione e prodotti artigianali cucinati con cura e tradizione" afferma una recensione sulla pagina facebook della trattoria. "Ottimi prodotti locali, calorosa accoglienza ed eccellente servizio" conferma un altro cliente. Insomma, sembra un altro posto da non perdere per assaporare le frittole.

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