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8xmille, l’importanza di una firma a tutela dei più deboli

Con una semplice firma per l’8xmille, continua la grande catena dell’amore della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo, fatta di storie, volti, gesti concreti e quotidiani

La povertà anche nella nostra realtà è in aumento, soprattutto tra gli italiani”. Questo, il dato “allarmante” che emerge dalla Caritas diocesana il cui direttore, don Fabio Stanizzo, sottolinea che gli italiani che si rivolgono alle strutture “sono in aumento. Utilizzando la pandemia come spartiacque - aggiunge -, se prima del Covid gli italiani che venivano da noi per essere aiutati rappresentavano il 20-30%, oggi superano il 50% di presenze all’interno dei servizi che offriamo”. Un dato da non sottovalutare, quindi, che diventa anche una sorta di cartina tornasole per quelle che don Fabio definisce “nuove povertà” o “povertà immateriali”.

Infatti, accanto a situazioni di bisogni materiali e/o di solitudine, “ci sono tante povertà immateriali. Penso, ad esempio, ai ‘nuovi poveri’ che non sono solo quelli che non lavorano, ma anche quelli che lavorano e non arrivano a fine mese, oppure chi vive situazioni di famiglia frammentate come i casi di divorzio con il relativo sostegno dei figli e della moglie e che, spesso, non riescono ad arrivare a fine mese. Ai nostri centri di ascolto, ad esempio, si stanno rivolgendo nuove persone, nuove facce della nuova povertà che, purtroppo, è un fenomeno in aumento”.

Necessità nuove che si aggiungono alle tante altre necessità che in questi anni la Caritas diocesana ha affrontato cercando di mettersi al servizio dei meno fortunati per “dare risposte ai bisogni che emergono nella nostra realtà”.

8xmille: una firma che fa bene anche al territorio

E questo, come sottolinea don Fabio, “è stato possibile anche grazie alla firma dell’8xmille da destinare alla Chiesa cattolica. In questi anni è stato grazie anche a chi ha firmato che noi oggi possiamo offrire questi servizi in base ai bisogni della nostra realtà potendo contare su una lettura attenta del territorio che avviene soprattutto tramite le parrocchie, le associazioni, gruppi, ma anche tramite le Istituzioni che, spesso, ci trasferiscono i loro casi”.

Abbiamo cercato di attivare diversi servizi - prosegue il direttore della Caritas -: la mensa, ad esempio, prepara quotidianamente circa 100 pasti tra quelli da asporto e quelli che vengono consumati sul posto; abbiamo un’utenza media di 60-80 docce settimanali e gli stessi che usufruiscono di questo servizio, poi, beneficiano sia del servizio lavanderia e stireria, depositando i loro vestiti per prendersi il cambio dei vestiti nuovi. Non ultima, la convenzione con l’ambulatorio solidale che ospitiamo nei nostri locali che nell’ultimo anno ha fatto circa 2000 visite a persone bisognose che si rivolgono alla Caritas”.

All’interno dei locali che ospitano il centro diurno sono state collocate la lavanderia solidale, le docce, il centro vestiario ed una sala destinata ai bambini dove i piccoli possono giocare e consumare i pasti “in un ambiente più accogliente ed a misura di bambino - aggiunge don Fabio - senza far vivere loro una situazione di imbarazzo o di disagio tra gli adulti. Inoltre, è prevista anche una sala attrezzata per chi deve attendere il proprio turno per sottoporsi a visite o deve accedere agli altri servizi presenti nella Cittadella per facilitare anche l’integrazione e la socializzazione. Come Caritas abbiamo inteso offrire spazi dove ci si incontra, ci si prende cura e dove si fanno cose con loro e non per loro”.

Tutto questo in linea con quello che il direttore della Caritas diocesana definisce “percorso di accompagnamento a 360 gradi, che dura anche diversi anni, fino a permettere a ciascuno di riappropriarsi della propria vita”.

Così, con una semplice firma per l’8xmille, continua la grande catena dell’amore della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo, fatta di storie, volti, gesti concreti e quotidiani.

Articolo a cura di Saveria Maria Gigliotti. Fonte: lamezianuova.it

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