Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Il Coronavirus ha steso l'edilizia, costruttori e sindacati di categoria corrono ai ripari

Sono oltre duecento le richieste di cassa integrazione in deroga presentate in provincia di Reggio Calabria, ottocento i lavoratori che riceveranno il sussidio al reddito, l'appello: "serve uno sforzo corale"

Francesco Siclari

Uno dei settori che maggiormente sta patendo le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus è, senza dubbio, quello dell’edilizia. Nessuna provincia calabrese è esente ma quella di Reggio Calabria appare particolarmente in sofferenza. Il report stilato dall’Ance sui dati delle richieste di cassa integrazione guadagni per Covid-19 rende chiari i tanti problemi con i quali il settore si sta confrontando e sarà chiamato a confrontarsi anche in futuro. 

La crisi nei numeri

In particolare, sono stati 232 il numero totale dei procedimenti di esame congiunto per altrettante richieste di cassa integrazione con causale Covid -19 nell’arco temporale di riferimento (26 marzo - 27 aprile 2020), di cui 229 a livello locale e 3 a livello nazionale, con 204 procedimenti conclusi con verbale positivo e 28 che restano in istruttoria per carenze informative o documentali inevase.

La commissione

La commissione esaminatrice, espressione diretta delle parti sociali di settore, supportata dalla struttura di Ance Reggio Calabria composta da: Antonino Tropea, Giulia Crucitti e Stefano Amedeo, ha visto la partecipazione attiva dei vertici politici delle organizzazioni metropolitane e regionali di rappresentanza del comparto edile: Francesco Siclari, quale presidente di Ance Reggio Calabria; Gaetano Tomaselli, della Feneal Uil Calabria; Enzo Corsaro, Antonino Pannuti e Antonino Botta della Filca Cisl Reggio Calabria; Endrio Minervino e Simone Celebre della Fillea Cgil Reggio Calabria Locri e Gioia Tauro.

Le richieste di Cigo

I 204 verbali di esame congiunto delle richieste di Cigo sviluppati e sottoscritti da parte delle parti sociali di settore hanno riguardato le richieste di 203 imprese con cantieri o sedi sul territorio della città metropolitana di Reggio Calabria ed hanno riguardato la collocazione in cassa integrazione di 800 lavoratori di cui 679 operai e 121 impiegati articolati su 270 sedi di impresa o cantieri. A questi lavoratori vanno aggiunti inoltre ulteriori 85 unità lavorative - di cui 64 operai e 21 impiegati, collocate in cigo da imprese locali con procedura di consultazione a livello nazionale, con un totale di lavoratori interessati dalle procedure di CIGO di 885 unità in totale (di cui 743 operai e 142 impiegati).

L'impegno di Ance e sindacati

Il Presidente di Ance Reggio Calabria, Francesco Siclari ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali metropolitane di settore, congiuntamente hanno dichiarato: “Come parti sociali dell’edilizia abbiamo assunto con prontezza e responsabilità il ruolo assegnatoci dalla legge in materia di consultazione sindacale per le procedure di Cigo, sperimentando modalità di relazione a distanza che si sono dimostrate efficaci ed efficienti. Una sperimentazione resa possibile grazie alla consolidata fiducia e alla forte collaborazione tra organizzazioni sindacali e datoriali dell’edilizia, le imprese ed i loro consulenti ed anche a livello nazionale attraverso il capillare sistema di rappresentanza del settore che hanno consentito che i procedimenti di Cassa integrazione per i lavoratori dell’edilizia reggina – per quanto di competenza - proseguissero celermente e senza intoppi”. 

Troppa burocrazia

Questa sperimentazione, per Ance e sindacati, ha pure dimostrato che le farraginosità burocratiche possono essere superate attraverso una rafforzata volontà di collaborazione tra operatori economici in una visione d’insieme focalizzata sul bene comune e su basi di solidarietà. Di fronte all’emergenza coronavirus, non si è perso tempo nell’affermazione di sterili primogeniture e modelli autoreferenziali, piuttosto, grazie a consolidati rapporti, istituzionali ed anche personali, di fiducia, abbiamo realizzato, nell’immediato della crisi sanitaria, un’organizzazione condivisa a cui è stato delegato il coordinamento dei rapporti tra gli attori interessati, per dare risposte immediate alle imprese e soprattutto ai lavoratori. “La tecnologia informatica ha fatto il resto. Su queste prassi occorrerà riflettere per codificare i nuovi modelli economici collaborativi che il mondo post coronavirus sempre più richiederà”.

"Serve sforzo corale"

“In questo momento drammatico per il nostro amato Paese - si legge infine nella nota di Ance e sindacati - occorre rafforzare lo sforzo corale contro l’emergenza sanitaria ed economica, al fianco delle istituzioni pubbliche, sviluppando nuove relazioni industriali ed una nuova stagione di concertazione finalizzate alla riattivazione immediata dei cantieri, alla creazione di posti di lavoro, alla valorizzazione dei giovani, alla formazione ed al rilancio degli investimenti nel quadro di una più forte azione di contrasto alla mala burocrazia ed all’illegalità, ridisegnando lo spazio urbano e rurale, realizzando il sistema di infrastrutture ed i modelli di trasporto della società post coronavirus e della nuova economia della sicurezza, della sostenibilità e del digitale”.

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