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Venerdì, 12 Agosto 2022
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Decreto Aiuti, il bonus 200 euro non è per tutti: ecco a chi tocca

Il benefit del governo, per limitare gli effetti del caro prezzi, è in arrivo a luglio 2022. Andrà a oltre metà degli italiani e sarà finanziato con la tassa sugli extra-profitti delle aziende energetiche

Il bonus una tantum da 200 euro per far fronte all'aumento dei prezzi di tutti i beni, non soltanto del costo delle bollette, non è per tutti. Poco più della metà della popolazione italiana lo riceverà nel mese di luglio. Il decreto Aiuti, varato dal governo Draghi il 3 maggio scorso, e poi ritoccato il 5 maggio proprio per allargare la platea del bonus e raggiungere colf, stagionali e percettori del reddito di cittadinanza, ha avuto negli scorsi giorni anche il via libera della ragioneria dello Stato. A chi spetta quindi questo benefit? La platea totale degli interessati è di circa 31,5 milioni di beneficiari. Tra loro, ci sono poco più di 16 milioni di persone tra pensionati, titolari di reddito di cittadinanza e disoccupati in possesso dei requisiti richiesti dal decreto Aiuti. La fetta più ampia sono i 13,7 milioni di titolari di pensione ai quali a luglio arriverà l'una tantum. A questi si aggiungono 900mila soggetti che usufruiscono del sostegno di cittadinanza e circa un milione e 450mila percettori di indennità di disoccupazione agricola e di Naspi e Discoll.

Bonus 200: a chi vanno i soldi e quando

L'indennità una tantum da 200 euro, per chi ha redditi sotto i 35mila euro, arriverà direttamente nelle buste paga di luglio di 13,7 milioni di lavoratori dipendenti. Per i titolari di reddito di cittadinanza, a luglio oltre alla rata mensile arriverà "d'ufficio" il bonus da 200 euro. Il governo ha fissato però un limite: un solo membro del nucleo familiare avrà l'erogazione dell'una-tantum. E i pensionati? Quelli con un reddito annuo lordo non superiore ai 35mila euro, nel cedolino di luglio avranno in automatico il bonus da 200 euro, senza presentare richiesta all'Inps. A beneficiarne saranno i titolari di uno o più trattamenti pensionistici, di assegni sociali, di trattamenti per invalidi civili, ciechi e sordomuti e di quelli di accompagnamento alla pensione residenti in Italia. Coloro che alla data del 30 giugno 2022 percepiranno prestazioni Naspi e Discoll, invece, avranno il bonus da 200 euro. Secondo le stime del governo il bacino dovrebbe essere formato da 1,1 milioni di persone.

Come si calcola la soglia dei 35mila euro? Per il calcolo si tiene conto dei redditi di qualsiasi natura (compresi quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva), mentre non vengono conteggiati il reddito della casa di abitazione e le sue pertinenze, e così pure i trattamenti di fine rapporto e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata, l'assegno al nucleo familiare, gli assegni familiari e l'assegno unico universale. Il bonus di 200 euro non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile, e non costituisce reddito ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali.

I costi della misura

Nella sua versione finale, il decreto ha incluso tra i destinatari del bonus 200 euro anche 350mila percettori di disoccupazione agricola. A differenza dei pensionati, però, in questo caso non si fa riferimento a un meccanismo automatico di erogazione dell'aiuto. Secondo quanto emerso, per allargare la platea del bonus a titolari di reddito di cittadinanza, disoccupati, collaboratori domestici (750mila persone) e lavoratori stagionali dello spettacolo o intermittenti (300mila persone), è stato necessario recuperare altri 804 milioni, da sommare ai 2,75 miliardi previsti per garantire l'aiuto una-tantum ai lavoratori dipendenti sotto i 35mila euro annui e ai 2,74 miliardi per l'aiuto ai pensionati.

La misura costerà nel complesso 6,3 miliardi, a cui vanno aggiunti i 500 milioni stanziati per il sostegno ai lavoratori autonomi. Per questa categoria e per i professionisti è ancora da definire il tipo di contributo che verrà dato: servirà un decreto a parte, che sarà messo a punto entro 30 giorni dal ministero del Lavoro. La misura verrà interamente coperta dalla tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche, che sale dal 10% al 25%, e che darà un gettito da 6,5 miliardi di euro.

(Fonte Todat.it)

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