"Banche e pubblica amministrazione mettono in crisi le imprese": la denuncia di Battaglia

Per il rappresentante di Confartigianato Reggio Calabria occorre "riformare il credito e rivoluzionare la piovra della burocrazia"

"Il mercato bancario negli ultimi anni si è allontano sempre più dal territorio, con la chiusura fisica degli sportelli. La fuga delle banche dai piccoli centri del meridione e dai quartieri delle città capoluogo, unitamente alle modalità operative del sistema creditizio, certifica formalmente una realtà fattuale già conosciuta".

Lo afferma Demetrio Battaglia di Confartigianato che continua "le banche non vogliono servire la piccola impresa, generando effetti drammatici e sottoponendo a stress di liquidità soprattutto gli artigiani. Stress che viene alimentato dai ritardi mostruosi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione che ingessa e inceppa il meccanismo economico.

E’ il paradosso di un paese la cui economia quotidiana è sostenuta in gran parte da un tessuto di micro aziende che negli anni hanno consentito all’Italia di crescere e svilupparsi. Chiaramente la macro divaricazione, grande impresa e media e piccola impresa che oggi esiste nel nostro paese, diventa devastante nel meridione e in Calabria in particolare.

Anche i dati che ci provengono dal fondo centrale di garanzia per la liquidità Covid 19 attivato dal governo, fotografano in maniera netta questa situazione. Circa 20 miliardi erogati per quasi 900 mila domande dalle pmi, oltre 60 miliardi per 190 mila domande presentate dalle grandi aziende".

In Calabria continua Battaglia "quasi 460 milioni per 27 mila domande ai "piccoli" e 532 milioni per circa 2000 istanze dei "grandi". Il lockdown ha accentuato le difficoltà operative delle banche che spesso hanno assunto un atteggiamento dilatorio nei confronti degli artigiani calabresi. Sovente è nato il problema persino a contattare gli istituti di credito".

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Per Confartigianato "è arrivato il tempo per il governo nazionale di mettere mano complessivamente al sistema per riformarlo. Non si può vivere alla giornata né possiamo immaginare che sarà solo il Recovery Fund a risolvere tutti i nostri problemi. Dobbiamo riformare il credito e rivoluzionare la grande piovra della burocrazia. Solo così si potrà eliminare la tenaglia che tiene tutti prigionieri. Intanto, rivolgiamo un appello alla Regione, alle Asl , ai comuni: pagate i debiti che avete contratto e immettete liquidità nel sistema . Non bisogna fare niente di eccezionale rispettate le norme e la buona amministrazione".

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