Venerdì, 30 Luglio 2021
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Omaggio a Dante Alighieri nella Scuola estiva di Astronomia

“In ciascuna scienza la scrittura è stella piena di luce" il titolo della nuova edizione. Un percorso didattico tra scienza e letteratura

La Scuola estiva di Astronomia, residenziale e nazionale, riparte dal 26 al 31 luglio nei borghi di Stilo e Riace. Già pubblicati dal Ministero, il  28 aprile,  il programma e la modalità di partecipazione. “In ciascuna scienza la scrittura è stella piena di luce ", riprendendo Convivio  quest' anno  al centro dell'iniziativa ci sarà  Dante Alighieri per i 700 anni dalla morte tra scienza e letteratura.

Si darà il via anche per questa edizione al percorso di formazione per docenti in Astronomia e in Astrofisica. Inserita sulla piattaforma S.o.f.i.a  la scuola è il risultato della collaborazione  tra: Società Astronomica Italiana, Ministero dell’Istruzione, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione, nell'ambito del Protocollo d'Intesa MI/SAIt, in sinergia con la Città Metropolitana di Reggio Calabria ed in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica.Ci credono la Società Astronomica Italiana e la Città Metropolitana di Reggio Calabria impegnate da molti anni su questo versante, con l'attuazione di percorsi didattici a contenuto storico-scientifico, per l’inserimento della scienza in un contesto interdisciplinare.

Si celebrerà il  sommo Poeta, che infatti è stato, certamente tra i primi a utilizzare la “scienza” come motore trainante della sua narrazione e la Divina Commedia è l’esempio più lampante che non esistono barriere tra i diversi ambiti culturali. Dante è uomo del suo tempo, ne condivide i valori e il modo di pensare ma è, anche, uomo di scienza. In un'epoca in cui il patrimonio della fisica aristotelica si mescola con la teologia, la filosofia, l'astrologia e l'alchimia, attraverso la lettura in chiave scientifica della Divina Commedia si può evidenziare che scienza e letteratura non sono mondi contrapposti, bensì entità che interagiscono dinamicamente e sono strettamente collegati alle personalità e ai periodi storici in cui questi operano. Dante non è solo figura colta che si adagia sulle conoscenze di Aristotele e Tolomeo, ma le fa proprie e le interiorizza dimostrando di essere un fine conoscitore dei fenomeni naturali. Oggi la nostra conoscenza del cosmo e della natura è immensamente più vasta e dettagliata di quella dantesca, ma studi recenti dimostrano che la scienza intesa come razionalità osservazione dei fenomeni naturali trova i presupposti decisivi per il suo sorgere in senso moderno proprio nel Medioevo.

La scuola intende da un lato proporre la dimensione scientifica della Divina Commedia e dall’altro evidenziare i presupposti che sono alla base del metodo scientifico. Il fondamento dell’indagine scientifica è lo stupore e la meraviglia, chissà Dante, con le sue capacità speculative con la “meraviglia” e senso del mistero che pervadono la sua opera, dove sarebbe arrivato se fosse vissuto nel ventunesimo secolo.

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