Lunedì, 22 Luglio 2024
Università

Cambiamenti climatici, alla Mediterranea la prima masterclass intensiva di Ateneo

Il rettore prof. Giuseppe Zimbalatti è intervenuto dando il benvenuto ai 66 iscritti

Si è aperta la prima masterclass intensiva dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, sui temi del progetto rigenerativo per i cambiamenti climatici, alla presenza del rettore Giuseppe Zimbalatti, del direttore Adolfo Santini, della delegata alla Rus di Ateneo, prof.ssa Marina Mistretta, dalla prof.ssa Consuelo Nava, direttrice della masterclass e del laboratorio universitario Abitalab che ha promosso l’iniziativa di alta formazione, riconosciuta tra le esperienze avanzate di alta formazione per studenti e professionisti. 

In collaborazione con il Nature-City Lab dell'Università della Basilicata e l'ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Reggio Calabria, intervenuti all’apertura, insieme a Pensando Meridiano e PMopenlab e con il patrocinio della Rus nell'iniziativa del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2023, AbitaLab propone dal 5 maggio al 1° giugno 2023 presso la Cittadella universitaria un’attività di “high education”/Alta Formazione sui temi del progetto ecologico avanzato, con gli strumenti del Design Rigenerativo e del suo controllo digitale, attraverso l’applicazione computazionale, con l’uso di programmi e strumenti avanzati.

Sempre più le agenzie di progettazione in ambito internazionale e nazionale e gli ambiti competitivi delle opportunità del Pnnr, intraprendendo attività progettuali complesse dal punto di vista della sostenibilità e della resilienza a scala locale e globale, richiedono competenze e abilità nelle strumentazioni proposte e sui temi discussi nella masterclass. 

La Masterclass ha l’obiettivo di trasferire conoscenze e skills nel campo "dell’architettura avanzata per la transizione ecologica e digitale", acquisendo capacità in ambito di analisi climatica e sua modellazione previsionale in scenari di cambiamento climatico e di contesto “site specific”/localizzato, ai fini di utilizzare dati e modellazione per produrre progettualità alla scala urbana, di edificio e di sistema, controllando impatti e comportamenti di tipo ambientale e energetico nel rapporto tra sistemi fisici e risorse naturali e loro effetti, nella fase di predesign e di sviluppo del progetto, per le trasformazioni dell’ambiente costruito verso la decarbonizzazione.  

I docenti e i lecturers della masterclass sono tra i riconosciuti esperti nel settore, con esperienze di sviluppo, applicazione e trasferimento al campo dell’Architettura, delle questioni scientifiche e culturali e degli strumenti del Progetto digitale per i cambiamenti climatici, a livello nazionale e internazionale. 

Il rettore prof. Giuseppe Zimbalatti è intervenuto dando il benvenuto ai 66 iscritti della prima masterclass intensiva dell’Ateneo reggino "il programma è molto inteso e da corpo in maniera sostanziale alla mission del nostro Ateneo e del sistema universitario nazionale, quello pubblico in particolare per cercare di elevare il più possibile l’asticella della formazione dei nostri giovani laureati. Inoltre trovo molto interessante e molto utile il coinvolgimento della RSU - Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile - che qui rappresentata dalla prof.ssa Mistretta, perché è un collegamento Global molto importante".

Per la direttrice della Masterclass, prof.ssa Consuelo Nava: "Questa prima edizione della Masterclass ci restituisce una risposta di grande interesse, con l’anno accademico ancora in corso, nella sua forma blended abbiamo 66 partecipanti, tra i 46 in presenza studenti degli ultimi anni del corso di laurea in Architettura, dottorandi della nostra università e professionisti e poi tra i 20 a distanza ci seguono gli studenti dell’Università della Basilicata, i dottorandi ed i ricercatori dell’Università di Trento, di Genova, Firenze, La Sapienza e Roma 3, Napoli.

Un interesse per i temi che il nostro Laboratorio pratica ormai da anni nelle attività di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico, con un network di ricercatori e esperti che a livello internazionale ci riconoscono un particolare modo di trasferire l’innovazione nel progetto ecologico per la transizione.

Sono davvero grata per l’interesse e se tutto questo è possibile si deve certamente all’abnegazione, la passione e la serietà con cui i giovani ricercatori del laboratorio e gli studenti che lo frequentano, si impegnano quotidianamente nelle attività che conduciamo e trasferiamo. Li ringrazio di vero cuore, questa esperienza si allargherà a altri studenti e ricercatori e ci renderà un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cambiamenti climatici, alla Mediterranea la prima masterclass intensiva di Ateneo
ReggioToday è in caricamento